Il Sacro Monastero dei Santi Elia, Anastasio e Luca in Basilicata a Carbone è un moderno centro monastico ortodosso di tradizione bizantina che riporta in vita l’antica spiritualità del Sud Italia, risalente all’alto Medioevo. Tra l’VIII e l’XI secolo, le terre della Basilicata furono uno dei principali centri del monachesimo greco-bizantino. In quel periodo sorsero numerosi monasteri, nei quali la vita liturgica si svolgeva in lingua greca e si conservava la tradizione ortodossa orientale.
Una figura centrale nella storia di Carbone è San Luca Abate di Carbone, vissuto tra il X e l’XI secolo (circa 980–1050), considerato il fondatore della primitiva comunità monastica locale. Dopo la sua morte, il monastero divenne un importante centro di preghiera e di pellegrinaggio, e la sua memoria è stata custodita nei secoli. Il 23 giugno 2024, nella festa della Santa Trinità, è stata celebrata la prima Divina Liturgia dopo molti anni di interruzione della vita monastica. Questa data segna la rinascita della preghiera ortodossa e della tradizione monastica a Carbone. Nel monastero si conservano sante reliquie e numerosi oggetti di venerazione, custoditi dalla comunità monastica e dai pellegrini. È particolarmente venerata l’icona miracolosa della Beata Vergine Maria Madonna delle Chiavi, alla quale i fedeli si rivolgono con preghiere di intercessione. Si custodiscono inoltre le reliquie e la memoria spirituale del fondatore del monastero, San Luca Abate di Carbone, uno dei santi più venerati della regione. Le celebrazioni liturgiche si svolgono quotidianamente. La Divina Liturgia viene celebrata il sabato, la domenica e nelle grandi festività.