29 Agosto
Memoria della recisione del prezioso capo del santo glorioso profeta e Precursore Giovanni il Battista.
Al Mattutino.
Dopo la prima sticologia, kàthisma.
Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Raduniamoci, o fedeli, per celebrare concordi il mediatore della Legge e della grazia: egli ci ha predicato la penitenza ed Erode, da lui con coraggio pubblicamente accusato, gli ha reciso la testa. Ora che vive con gli angeli, intercede presso Cristo per la nostra salvezza.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Di te ci è noto, o pura sempre Vergine, lo straordinario prodigio del concepimento e il frutto ineffabile del tuo parto; sbalordisce il mio intelletto e rende attonito il mio pensiero, Theotòkos, la tua gloria, che a salvezza delle nostre anime su tutti si dispiega.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma.
Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.
Celebriamo con inni colui che ci fu mostrato profeta sin dal grembo materno, colui che da una sterile come astro splendidamente apparve in terra, il battista di Cristo, l’atleta vittorioso, il precursore Giovanni: egli infatti intercede presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Mostra al tuo servo la tua sollecita protezione, l’aiuto e la misericordia che offri; placa, o pura, i marosi dei pensieri vani e risolleva la mia anima caduta, o Madre di Dio: perché lo so, o Vergine, lo so che tu puoi tutto quanto vuoi.
Dopo il polyèleos, kàthisma.
Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Rifulgendo dalla sterile per divina deliberazione e recidendo i vincoli della lingua di tuo padre, hai mostrato il sole che brilla mattutino e alle folle, nel deserto, annunziasti il Creatore, l’agnello che toglie le colpe del mondo; avendo accusato nel tuo zelo anche un re, la tua testa gloriosa fu recisa, o celebratissimo, Giovanni degno di ogni lode. Prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Theotokìon, stessa melodia.
Santissima Vergine, Madre di Dio, sana le furiose passioni dell’anima mia, ti prego e fammi avere il perdono delle colpe che ho stoltamente commesso, contaminando – me misero! – anima e corpo. Ahimè, che farò in quell’ora, quando gli angeli separeranno la mia anima dal mio povero corpo? Siimi allora, o Sovrana, aiuto e fervidissima avvocata, perché io, tuo servo, ho te come speranza, o pura.
Anavathmì. Antifona 1 del tono 4.
Prokìmenon. Tono 4.
Preziosa davanti al Signore la morte del suo santo.
Stico. Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato?
Ogni spirito e il vangelo secondo Matteo (14,1-13).
In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: Costui è Giovanni il battista risuscitato dai morti; perciò la potenza dei miracoli opera in lui. Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodiade, moglie di Filippo suo fratello. Giovanni infatti gli diceva: Non ti è lecito tenerla! Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta. Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni battista. Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data e mandò a decapitare Giovanni nel carcere. La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla ed ella la portò a sua madre. I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù. Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.
Salmo 50. Gloria. Per l’intercessione del precursore. E ora. Per l’intercessione della Theotòkos. Poi lo stico: Pietà di me, o Dio.
Idiòmelon. Tono 2.
O araldo della penitenza, Giovanni battista, con la tua testa recisa hai santificato la terra: poiché hai chiarificato per i credenti la legge di Dio e hai annientato l’iniquità. Ora che stai presso il trono di Cristo, Re del cielo, supplicalo di fare misericordia alle nostre anime.
Dopo questo si cantano i canoni della Theotòkos per sei stichi e questi due del santo per otto stichi. Primo canone del santo. Poema di Giovanni monaco.
Ode 1. Tono pl. 4. Attraversato l’umido.
Celebriamo il sacro precursore, che è apparso da grembo sterile come profeta di colui che da grembo vergine ineffabilmente è stato generato.
Superando i limiti della natura, osservasti i decreti della giustizia, biasimando un’unione illegale, senza temere l’arroganza dei re.
Allevato col latte della Legge, tu che sei sigillo della Legge ratificasti la legislazione riguardante l’unione legale e ti opponesti a un’infamia sfrenata.
Theotokìon. Le schiere degli angeli e dei mortali, senza sosta ti celebrano, o Madre ignara di nozze: tu hai infatti portato tra le braccia come piccolo bimbo il loro Creatore.
Secondo canone. Tono pl. 4.
Tu che hai liberato dalla servitù.
Tutti insieme celebriamo l’amico di Cristo, il divino precursore Giovanni, che davanti a tutti gli uomini è stato da lui testimoniato.
Tutti insieme celebriamo il divino Giovanni, cittadino del deserto, compagno degli angeli incorporei, vanto del nuovo popolo.
Nella memoria del Precursore danziamo come gli angeli e gridiamo a Cristo: per le sue implorazioni dona pace al tuo mondo.
Theotokìon. In ogni tempo, o Theotòkos, supplica il Dio da te ineffabilmente incarnato di liberare da ogni difficoltà i tuoi servi.
Katavasìa. Tracciando una croce, Mosè, col bastone verticale, divise il Mar Rosso per Israele che lo passò a piedi asciutti, poi lo riunì su se stesso con frastuono volgendolo contro i carri di faraone, disegnando, orizzontalmente, l’arma invincibile. Cantiamo dunque al Cristo nostro Dio, perché si è glorificato.
Ode 3. Tu sei fortezza.
La dissolutissima ragazza, piena di bevande inebrianti, disse: Dammi subito la testa di Giovanni, o Erode, su di un vassoio.
La fanciulla danzò e deliziando lo scellerato Erode, lo indusse all’assassinio del precursore e araldo.
Quale miseria la tua, o Erode stolto ed empio! Con quale ardire hai commesso un infame omicidio per una fanciulla dissoluta!
Theotokìon. Dacci aiuto con le tue suppliche, o santissima, respingendo gli assalti delle difficoltà angosciose.
Secondo canone.
O Signore creatore della volta.
Come mediatore tra l’Antico e il Nuovo e primo predicatore della dottrina evangelica, denunziasti, o Precursore, l’unione illegittima del tiranno, subendo gloriosamente coi gioia la morte.
La figlia allevata da una madre iniqua, delirante di ebbrezza, disse a Erode: Dammi su un piatto la testa di Giovanni, per darlo in dono graditissimo alla madre.
Non sopportando i rimproveri della lingua ispirata da Dio, il superbo monarca, o glorioso Precursore, concede alla ragazza la tua testa venerabile e preziosa come ricompensa per uno spettacolo di danza, o insigne.
Theotokìon. Abitando corporalmente in una Vergine, ti sei mostrato agli uomini come conveniva che ti manifestassi, dimostrando anche lei vera Theotòkos e aiuto dei fedeli, o unico Filantropo.
Katavasìa. Una verga è assunta come figura del mistero perché, con la sua fioritura, essa designa il sacerdote: e per la Chiesa un tempo sterile è fiorito ora l’albero della croce, come forza e sostegno.
Kàthisma. Tono 1. I soldati a guardia.
Onoriamo, o fedeli, con coscienza pura il precursore di Cristo, battista e profeta, come glorioso araldo, maestro di penitenza, veracissimo testimone del Salvatore: avendo egli biasimato la stoltezza di Erode, ne ebbe la testa recisa.
Gloria. Tono 4. Stupì Giuseppe.
Oggi è apparso per noi il battista del Salvatore: rallegra spiritualmente le anime dei fedeli l’ornamento del deserto, il sigillo dei profeti! Egli è perciò divenuto precursore di Cristo e verace testimone del suo avvento. Gridiamo dunque concordi a Giovanni con canti spirituali: O profeta annunciatore della verità, intercedi per la nostra salvezza.
E ora. Theotokìon, uguale.
Stupirono, o pura, tutti i cori degli angeli, per il tremendo mistero del tuo concepimento: Dunque è sostenuto dalle tue braccia come un mortale, colui che col solo cenno sostiene l’universo? Come riceve un principio colui che è prima dei secoli? E come viene allattato colui che con bontà indicibile nutre ogni vivente? E acclamando ti glorificano come vera Madre di Dio.
Ode 4. Tu sei il mio vigore.
Non sopportando la severità dei rimproveri, colui che era meritevole dei castighi della Legge, né la pia franchezza, lui che era immerso nelle dissolutezze dei piaceri, tiene prigioniero in catene colui che, prima della morte, già è immaterialmente congiunto ai cori superni.
In preda al male di una funesta ubriachezza e di una sfrenata passione, divenuto prigioniero, il miserabile, dello strepito di piedi in danza, diviene uccisore di profeta: aveva infatti concepito l’ubriachezza che è madre di dissolutezza e partorì un’iniquità mostruosa.
Davvero non mente a tuo riguardo la voce divina: tu infatti sei più dei profeti, perché fosti degno della profezia fin dal grembo materno, quando ancora il tuo corpo era imperfetto e hai visto e battezzato quanto al corpo il Dio Verbo, da te profetizzato.
Theotokìon. Sei il vanto dei credenti, o ignara di nozze, protettrice, porto, baluardo e rifugio dei cristiani: tu rechi infatti le suppliche al Figlio tuo, o purissima e salvi dai pericoli quanti con fede e affetto ti riconoscono pura Theotòkos.
Secondo canone. Dal monte ombroso.
Erode non poteva sopportare le tue contestazioni, o beatissimo Giovanni, servo di Cristo, perciò preparò un omicidio ingiusto per te, senza vergognarsi del tuo onore.
Frenetico e invasato dall’ebbrezza insieme, il re ingiusto ti condusse iniquamente alla condanna a morte, o beatissimo profeta, senza vergognarsi del tuo onore.
Sottomesso alle parole della fanciulla, il tremendo iniquo Erode, o profeta, consegnò realmente come dono all’adultera la tua testa, da cui fai scaturire grazia per noi tutti.
Theotokìon. Salute da parte nostra, santa Theotòkos; salve tu, che hai generato la letizia del mondo; salve tu, unico soccorso degli uomini, benedetta Theotòkos pura.
Katavasìa. Ho udito, Signore, il mistero della tua economia, ho considerato le tue opere e ho dato gloria alla tua divinità.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
Dietro suggerimento della madre, in premio della danza sciagurata, il rampollo della feroce leonessa, di lei ancor più feroce, chiede la testa del precursore e annunciatore che rispettavano tutte le fiere nel deserto.
Oh, i tuoi giudizi irraggiungibili e incomprensibili, filantropo! Colui che sin dal grembo materno era stato ricettacolo dello Spirito ed era cresciuto nella temperanza e nella purezza, lo ha abbattuto danzando una fanciulla impudica.
Era cosa accetta e conveniente a chi amava un’indegna unione, congiungere al simposio del compleanno l’uccisione di un profeta e mescere per gli amanti dei piaceri un calice pieno del sangue dei profeti e dei santi.
Theotokìon. Tu che hai col Figlio tuo familiarità di madre, o purissima, non trascurare, ti preghiamo, quella sollecitudine per noi che ti è connaturale: perché te sola presentiamo al Sovrano, noi cristiani, come propiziazione accetta.
Secondo canone. Vegliando gridiamo.
O follia! Il capo del Precursore fu dato alla fanciulla su un piatto come prezzo per il ballo della seduzione.
O follia! Il sangue stillava dal tuo capo, o araldo di Dio, mentre l’adultera si dilettava, pensando cose grandi.
Erode credeva che la tua lingua avrebbe taciuto veramente, ma anche fatta tacere, essa lo ha accusato di più, o lodatissimo.
Theotokìon. Ti inneggiamo come Vergine dopo il parto, poiché tu, Theotòkos, nella carne hai generato per il mondo il Dio Verbo.
Katavasìa. O albero beatissimo, su cui è stato steso Cristo, Re e Signore! Per te è caduto colui che con un albero aveva ingannato, è stato adescato da Dio, che nella carne in te è stato confitto e che dona la pace alle nostre anime.
Ode 6. Siimi propizio
Esponendoti al pericolo per i comandamenti della Legge, o beato, ammonisci con rimproveri il trasgressore: tu non eri infatti una canna sbattuta dall’agitarsi di venti contrari.
La tua testa insanguinata per l’immolazione, fu portata come ricompensa per una gara tra prostitute, accusando anche dopo la morte Erode, colpevole di aver deturpato la natura.
Aggirandoti per i deserti coperto di peli di cammello, vi dimoravi come in fulgido santuario e come rivestito di regale abbigliamento, là regnavi sulle passioni.
Theotokìon. Per le tue implorazioni, Genitrice di Dio pura, fa’ che scampiamo alle funeste colpe e che raggiungiamo, o purissima, la divina illuminazione del Figlio di Dio, da te ineffabilmente incarnato.
Secondo canone. Una tunica luminosa.
Portasti alla moltitudine dei fedeli divini insegnamenti, annunziandoci l’Agnello di Dio, o glorioso Giovanni.
O Precursore, autentico modello di purezza e di vita rigorosa, ricordati dei tuoi cantori, ora che stai presso Cristo.
Con le tue preghiere, o profeta, Battista e Precursore di Cristo, pacifica il mondo, scampando da pericoli le nostre anime.
Theotokìon. Supplichiamo te, che solo con un verbo hai concepito in grembo il Verbo e libera le nostre anime dai lacci del nemico.
Katavasìa. Nelle viscere del mostro marino, Giona stendendo le palme a forma di croce, chiaramente prefigurava la salvifica passione: perciò uscendo il terzo giorno, rappresentò la risurrezione ultramondana del Cristo Dio crocifisso nella carne, che con la sua risurrezione il terzo giorno ha illuminato il mondo.
Kontàkion. Tono pl. 1.
La gloriosa decapitazione del Precursore è divenuta divina economia, affinché potesse annunziare anche a quanti erano nell’ade l’avvento del Salvatore. Gema dunque Erodiade che ha richiesto l’infame omicidio: perché essa non ha amato la legge di Dio, né il secolo della vita, ma quello effimero e fallace.
Ikos.
Nefando si è mostrato a tutti il giorno natalizio di Erode: perché in mezzo a quanti si davano al piacere fu posta come vivanda la testa di colui che digiunava. Alla gioia fu congiunta la tristezza, al riso fu mescolato gemito amaro, perché, come aveva detto la fanciulla, entrò al cospetto di tutti il vassoio con la testa del battista e per tanta insolenza ci fu funebre lamento in tutti coloro che banchettavano col re: ciò infatti non dilettò né loro, né Erode stesso, secondo quel che è detto: Si rattristò; non però di tristezza sincera, ma effimera e fallace.
Sinassario.
Il 29 di questo mese memoria della recisione della preziosa testa del santo e glorioso profeta, precursore e battista Giovanni.
Stichi. Una mano sacrilega di spada recide la testa di colui che pose la mano sulla testa del Signore. Il 29 il ferro recide il collo al Precursore.
Per l’intercessione del tuo precursore, Cristo Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn.
Ode 7. Il fuoco ebbe paura.
Armato di piacere sfrenato e orribile ubriachezza, empio Erode, piombasti, assalendola, contro l’inconcussa torre della continenza, l’inespugnabile città della temperanza, il battista di Cristo.
Non tremò, o precursore, non si ritrasse, non restò impietrita colei che si era fatta discepola del diavolo, portando sfacciatamente su un vassoio la tua testa preziosa, con l’intelletto scalzato via dalle istigazioni della madre.
Come lampada hai brillato davanti a Cristo, come messaggero sei stato inviato avanti, come profeta dichiari agnello di Dio il Cristo che si è manifestato, come suo discepolo hai la testa recisa dalla spada, perché tu lo annunci anche ai morti nell’ade.
Theotokìon. Strappati grazie al tuo parto alla maledizione per l’antica caduta, con il Figlio tuo che ha dato se stesso in riscatto per noi, noi glorifichiamo sempre te, o Vergine Madre, come colei che si è mostrata causa della nostra libertà.
Secondo canone. I fanciulli ebrei.
Giovanni, il servo della venuta del Sovrano, l’alba che preannunziò il Sole, corse nell’ade, gridando: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
O follia di Erode! Come gioco dona a una donna ignobile colui che in un corpo immateriale assomigliava agli angeli e che acclamava: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
O Santo dei santi, accogli me, che supplico per la Chiesa; così gridava il Precursore al Sovrano, acclamando: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Theotokìon. Fermasti l’assalto della morte accogliendo il Dio immortale e lo generasti, o Pura; a lui cantiamo tutti: Benedetto sei tu, Signore e Dio, nei secoli.
Katavasìa. Il folle editto di un tiranno empio sconvolse i popoli, spirando minaccia e bestemmia in odio a Dio: non spaventò però i tre fanciulli quel bestiale furore e quel fuoco crepitante; ma in mezzo al fuoco, che strideva sotto il vento rugiadoso, essi salmeggiavano: O celebratissimo Dio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Follemente il tiranno dei caldei.
Giovanni, che ti ha preceduto nella nascita e nella divina passione, tramite la spada diventa profeta e messaggero nelle profondità della terra, per annunciare la tua venuta, come voce del Verbo, anche a quanti sono laggiù, gridando: O morti, sovresaltate il datore di vita e voi, ciechi, il datore di luce e voi, prigionieri il Cristo liberatore.
Nascendo da una sterile, hai preceduto la nascita da una vergine; e ora con la decapitazione sei stato precursore della volontaria crocifissione di colui che ha creato l’universo e gridi a quanti sono nell’ade: O morti, sovresaltate il datore di vita e voi ciechi, il datore di luce e voi prigionieri, il Cristo liberatore.
Una volta recisa la testa dal corpo, o precursore, l’anima che governava la tua carne si è da essa separata; ma la divinità dell’Emmanuele non si è separata dalla carne, né fu spezzato un osso al Dio e Sovrano: sovresaltiamolo dunque nei secoli.
Theotokìon. O Sovrana Madre del Signore, cancella con la tua compassionevole intercessione le ferite e le piaghe della mia anima, o Vergine e risollevami dalla mia caduta. Salvami, o purissima, salva questo dissoluto: tu sola sei infatti mia difesa e mio soccorso, o pura benedetta, per tutti i secoli.
Secondo canone. Follemente il tiranno.
Trasgredendo un tempo la legge e ingannato al banchetto del suo anniversario, il miserabile tiranno Erode esortò la fanciulla a ballare, convincendola con giuramenti che avrebbe soddisfatto ogni sua richiesta; ed essa, traviata dagli insegnamenti di sua madre, chiese il capo del Precursore su un piatto.
Assegnandosi lui stesso l’accusa di omicidio, lo sventurato re Erode ha riscosso condanna senza fine trasgredendo la legge: l’empio infatti portò in tavola come cibo la testa del Precursore, che accusava lui ed Erodiade per tutti i secoli.
O apostolo splendente del Signore e Precursore, o beato Giovanni, eletto tra i profeti, con le tue suppliche salva quanti celebrano con affetto la tua memoria splendida e luminosa, gridando: Benedite, fanciulli, celebrate, sacerdoti, sovresaltate, o popoli, Cristo nei secoli.
Theotokìon. Vergine Santissima, più santa degli angeli, tu hai generato il Santo dei santi, divenuto per compassione come noi mortali, senza confusione; salva quanti gridano senza sosta a lui: Benedite, fanciulli, celebrate, sacerdoti, sovresaltate, o popoli, Cristo nei secoli.
Katavasìa. Benedite, fanciulli, pari in numero alla Trinità, Dio Padre Creatore, inneggiate al Verbo che è disceso e ha mutato il fuoco in rugiada; e sovresaltate per i secoli lo Spirito santissimo, che elargisce vita a tutti.
Ode 9. Freme ogni orecchio.
Tremò la malvagia falange e il diavolo che la capeggiava, o profeta, davanti alla tua lingua teologa predicante il Cristo e tramite una fanciulla impudica persuase Erode a decapitarti: ma noi fedeli ti magnifichiamo.
La valle, cioè la bassa natura fu innalzata, mentre il colle, cioè la boria della morte fu abbassata; la voce infatti di uno che grida ha risuonato nelle zone disertate dalla luce, nelle dimore dell’ade: Levate le porte, perché sta per entrare il Re potente.
Tremano le passioni dei mortali e per il timore fuggono i demoni di fronte all’ombra della grazia che da Dio ti fu data: preserva dunque, o precursore del Signore, sia dalle passioni, sia dal demonio il gregge, che con fede sempre ti magnifica.
Theotokìon. Avanza, trionfa e regna, o Figlio della Madre di Dio, per sottomettere il popolo ismaelita che ci fa guerra, concedendo vittorie all’imperatore ortodosso contro i barbari nemici, per intercessione di colei che ti ha partorito, o Verbo di Dio.
Secondo canone. Per questo sbigottisce.
Eri la voce che risuona: brillando infatti nel deserto come profeta da profeta, a tutti, o Battista, gridavi: Convertitevi; e condannasti Erode, che con indecenza compiva sfrenatezze, perciò sei corso davanti a quanti erravano nell’ade, annunciando loro il Regno del nostro Dio.
Costretta da sua madre Erodiade, la fanciulla sfrontatissima chiese che il Battista fosse decapitato; allora Erode ordinò molto velocemente che colui che accusava la sua stoltezza fosse offerto come una pietanza, come dono su un piatto.
O Precursore, riconosciuto da Dio come martire e Profeta e Battista, come voce e lampada e angelo, il più grande dei profeti, supplica il Signore che siano scampati dalle sventure di ogni genere e dal danno avverso quanti celebrano con affetto la tua luminosa memoria.
Theotokìon. Ti sei rivelata Madre di Dio, generando oltre natura nel corpo, o Vergine, il Verbo buono, che il Padre come buono ha effuso dal suo cuore prima di tutti i secoli e che ora noi conosciamo anche trascendente, benché rivestito di un corpo.
Katavasìa. Sei mistico paradiso che, senza coltivazione, Madre di Dio, ha prodotto il Cristo, dal quale è stato piantato sulla terra l’albero vivificante della croce: adorando lui, per essa che ora viene esaltata, noi ti magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Coroniamo con inni di lode colui che è stato riconosciuto il maggiore tra i profeti ed è divenuto l’eletto fra gli apostoli, il precursore della grazia: per la Legge di Dio infatti egli ha avuto recisa la testa.
Altro exapostilarion. Tu che il cielo.
L’impudico Erode decapitò con l’inganno te, battista del Salvatore, cultore della castità, ma non recise affatto i rimproveri della tua lingua.
Theotokìon.
Tu che col tuo divino parto hai cancellato dal mondo la maledizione, o venerabile, con la tua intercessione libera, o Vergine, da ogni sorta di pericoli il gregge che con fede t’implora.
Alle lodi, 4 stichi e 3 stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono pl. 4. O straordinario prodigio!
O straordinario prodigio! La sacra testa anche per gli angeli venerabile, veniva portata in giro da una giovinetta impudica e sfrenata, che presentava alla madre adultera la lingua che aveva accusato un trasgressore. Oh, la tua indicibile tolleranza, filantropo! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come unico compassionevole (2).
Oh, l’indurimento di Erode! Colui che aveva disonorato Dio con le sue trasgressioni della Legge, con fraudolenta ipocrisia mostra di mantenere i giuramenti: e aggiunge così l’assassinio all’adulterio mentre finge di rattristarsi. Oh, la tua indicibile compassione, Sovrano! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come unico compassionevole.
O stupore che supera ogni pensiero! Il sigillo dei profeti, l’angelo terrestre è posto come premio per una danza da meretrice: la lingua teologa è inviata innanzi, come messaggera di Cristo, anche agli abitanti dell’ade. Oh, la tua indicibile provvidenza, Sovrano! Per essa, o Cristo, salva le nostre anime, come unico compassionevole.
Gloria. Tono pl. 2.
A sua volta infuria Erodiade, a sua volta si agita: o danza ingannatrice e simposio unito all’inganno! Il battista veniva decapitato ed Erode si turbava. Per l’intercessione del tuo precursore, Signore, concedi la pace alle nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con il precursore e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.
Grande dossologia, apolytìkion e congedo.
Alla Liturgia.
I Typikà e le beatitudini con le odi 3 e 6 dei canoni.
Apostolo. Atti degli Apostoli: In quei giorni al compiersi della sua corsa, Giovanni diceva (Vai all’Ora Prima della Vigilia delle Teofanie).
Vangelo: In quel tempo il re Erode udì parlare di Gesù…
Kinonikòn.
In memoria eterna sarà il giusto. Alliluia.

