28 AGOSTO
Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.
Tono pl. 4. I tuoi martiri, Signore.
Il celebre Mosè, abbandonando saggiamente il godimento mondano, ha sottomesso le passioni della carne con le più energiche fatiche ascetiche: abbattendo così il multiforme insidiatore, ha riportato la corona della vittoria. Per le sue suppliche, o Signore, a tutti dona la grande misericordia.
Avevi continenza incomparabile, veglie di intere notti in piedi, occhio vigile e un intelletto che percepiva la bellezza divina, o beato Mosè; hai così ottenuto il dono delle guarigioni per sanare i più terribili mali; perciò ti supplichiamo: Chiedi per tutti, o padre, la grande misericordia.
Protetto dalla mano divina, o padre Mosè, sei passato incolume attraverso gli astuti intrighi, le frecce e le insidie dei demòni; reso venerabile dall’impassibilità, sei stato annoverato fra tutti i santi e intercedi perché sia donata a quanti ti onorano con fede la grande misericordia.
Gloria. E ora. Theotokìon.
I miei pensieri sono impuri, le labbra, ingannatrici, le opere, scellerate: che farò? Come andrò incontro al Giudice? Vergine Sovrana, supplica tuo Figlio, Creatore e Signore, affinché accolga nella penitenza il mio spirito, lui che solo è compassionevole.
Oppure stavrotheotokìon.
La giovenca senza macchia, vedendo il vitello volontariamente appeso al legno, gemendo nel dolore gridava: Ahimè, Figlio carissimo! Che cosa dunque ti ha reso l’ingrato popolo degli ebrei che vuole privarmi di te, o amatissimo?
Allo stico, stichirà dall’oktòichos.
Apolytìkion. Tono 1.
Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei rivelato, santo padre teoforo Mosè; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a Colui che ti ha dato forza; gloria a Colui che ti ha incoronato; gloria a Colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

