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22 Agosto

Memoria del santo martire Agatonico.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficio del santo martire Lupo, perché il 23 è la conclusione della festa.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia.

3 di sant’Agatonico.

Tono 2. Hai dato come segno.

Ricercando la bontà prima e la bellezza trascendente l’intelletto, o Agatonico, lieto ti sei accostato alle nobili lotte che ti stavano innanzi; scontrandoti con tutto il tuo vigore con l’avversario, lo abbattesti e cingesti il fulgidissimo diadema di vittoria, supplicando il filantropo per i tuoi cantori.

Adorno di sapienza, hai fatto zampillare il verbo da cui scorre la vita, convertendo gli stolti, confutando il tiranno, sedando la tempesta del politeismo, rafforzando i fedeli perché continuassero ad aderire alla divina grazia: sopportando perciò le più terribili prove, te ne andasti incoronato al regno superno.

Grondando sangue per la tua forte lotta, ti presentasti al Sovrano come sacrificio di soave odore, vittima pura, dono accetto, offerta sacratissima, sacrificio perfetto e immacolato: con le tue suppliche, custodisci dunque il corpo della Chiesa nella pace, o atleta Agatonico.

Altri 3 di san Lupo, stessa melodia.

Col calore del divino Spirito il beato Lupo ha sciolto il gelo rigidissimo dell’ateismo; fatto a pezzi dalla spada, fa sgorgare flutti di guarigioni e irrora con la grazia le anime consunte. Celebriamolo dunque piamente come nostro ottimo intercessore e fervido soccorritore, o amici dei martiri.

Hai dato all’abisso delle acque gli idoli adorati dagli ellèni e sbalordisti gli atei, che vedevano i prodigi compiuti dalla tua fede, o beatissimo; stando in mezzo a loro hai ottenuto il divino lavacro dal cielo, mentre Dio ti glorificava come martire veracissimo, nobile diamante e consorte degli angeli.

Mentre i nemici tentavano di tagliarti, si fecero a pezzi l’un l’altro; scagliando frecce si ferirono a vicenda, o Lupo vittorioso e credendo di segarti, inflissero il colpo a un albero, perché erano accecati, o beato: ti custodiva infatti il Signore, per cui avevi eletto come compagna la sofferenza, o intercessore per le nostre anime, compagno degli angeli.

Gloria. Tono 1. Di Anatolio.

A buon diritto ti fu dato il nome della ‘buona vittoria’, o Agatonico dalle grandi lotte: ferito infatti dal divino eros, hai rinnegato la seduzione idolatrica e l’errore del tiranno e sei straordinariamente passato a vita migliore. Nella tua gloriosa memoria, prega dunque per la salvezza delle nostre anime, tu che hai famigliarità con Dio.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Si raduna la folla dei discepoli per la sepoltura della Madre che generò Dio, giungendo dai confini della terra a un cenno onnipotente.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

La sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini, se ne va presso il Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Gloria. Tono pl. 4.

Avendo a buon diritto ricevuto il nome dei buoni tesori, al Re di tutti consacrasti te stesso come tempio, o martire Agatonico; e lottando secondo le regole tra i tormenti, abbattesti la potenza del terribile Beliar; ricevuto così il trofeo della vittoria, ti presentasti incoronato a Dio negli eccelsi: non smettere di intercedere presso di lui per quanti ti onorano, o decoro dei martiri.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Cori verginali attorniano oggi misticamente il giaciglio della Vergine e Madre delle vergini; le anime dei giusti volano intorno alla Regina celebrandola; le prime portano in dote la verginità in luogo di unguento profumato; le altre offrono l’immateriale innodia con la virtù: conviene infatti che la Madre di Dio sia scortata come Regina dai fulgidi abbigliamenti regali delle virtù; portando con noi una vita pura, usciamo anche noi con loro per la sepoltura di colei che è vera Madre del nostro Dio e proclamiamola a una voce beata con inni e odi spirituali.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.