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21 Agosto

Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kàthisma della festa.

Tono 4. Presto intervieni.

Festeggiamo, o pura, la tua dormizione a cui fu presente Cristo nostro Dio, da te incarnato, per accogliere il tuo spirito con ineffabile gloria: e nella gloria te ne andasti senza lasciare il mondo, proteggendo con la tua intercessione, o Madre di Dio, i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, Kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Le moltitudini degli angeli ti glorificano, la stirpe umana con fede t’inneggia, perché sei passata dalla terra ai cieli e senza sosta intercedi presso Dio, tuo Figlio, per strappare ai pericoli, o Vergine, quanti festeggiano con fede il tuo transito.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il primo canone della festa, quello dell’apostolo e quello dalla martire. Acròstico del canone dell’apostolo: Taddeo sapiente e divino inneggio. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.

Stando presso il trono del Signore concedimi illuminazione per cantare la tua festa luminosa.

La sovraessenziale luce atemporale, apparsa tra noi, ti inviò come raggio illuminante tutto il mondo.

Cinto di potenza, Taddeo, l’Invincibile con forza ti rafforzò per annientare tutta la forza del maligno.

Theotokìon. Apparisti Sovrana di tutte le creature generando ineffabilmente il dominatore, Theotòkos Vergine inneggiatissima.

Canone della martire. Acròstico: Le tue lotte, Bassa, venero a gran voce. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Attraverso l’umido.

Per chi celebra con gioia la tua memoria, o gloriosissima, supplica affinché siano donate illuminazione dall’alto e perdono delle colpe rovinose per l’anima, o beata.

Non temesti il decreto degli empi, perché la tua anima possedeva il timore del Signore, perciò affrontasti valorosamente svariati flagelli e pericoli.

Con i tuoi tre figli sopportasti con pazienza, o atleta, ogni sorta di tormenti, con cui intrecciasti le corone di immortalità, glorificando la Trinità.

Theotokìon. Concepisti il Verbo del Padre, Santissima, senza doglie materne e indicibilmente sopra ragione lo generasti la nostra salvezza.

Dell’apostolo. Ode 3. Tu sei saldezza.

Illuminando i popoli col raggi della divina grazia, o glorioso, apparisti luce pura per quanti erano nelle tenebre delle disgrazie.

Liberazione e guarigione, per ordine di Dio, portasti al re Abgar andando da lui.

Come dimora dello Spirito onnipotente trasformasti, sapiente Apostolo, i mortali dopo aver distrutto i ricetti dell’errore.

Theotokìon. Gli oracoli dei profeti, i propositi della Legge, Sovrana nostra, indicarono chiaramente, Madre di Dio, il tuo parto tremendo.

Della martire. Creatore della volta.

Illustre martire, infiammata dalla fede e dal fervido desiderio dell’infinto amore di Gesù Cristo, con l’aiuto di un angelo estinguesti il fuoco e abbracciasti il popolo senza giudizio.

Benedetta fu la stirpe dei cuori retti, che dal tuo grembo rifulsero e poi con te lottarono, illustre Bassa, spezzando la cupa opposizione degli empi con l’inflessibile fermezza della fede.

O madre, che superasti le leggi di una natura che passa, con una unione oltre natura, come sopportasti di vedere l’ingiusta e multiforme morte di coloro che avevi nutrito di fede come di latte?

Theotokìon. Dalla morte che mi valse il cibo proibito mi salvasti, fanciulla purissima, che sola generasti la Vita enipostatica; perciò giustamente ora ti diciamo beata in ogni tempo.

Irmòs. Creatore della volta celeste che ci ricopre e fondatore della Chiesa, Signore, rafforzami nel tuo amore, o vertice di ogni desiderio, sostegno dei fedeli, solo filantropo.

Kàthisma dell’apostolo.

Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.

A contatto del Sole spirituale ne ricevesti i raggi mistici e divenisti come astro illuminando col tuo bagliore l’insieme della terra e dileguando il cupo errore; perciò, o beato, celebriamo con fede la tua memoria santa e luminosa e a una voce a te gridiamo: Taddeo apostolo, prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

Gloria. Della santa. Uguale.

Volando per la fede divina, come colomba con i tuoi figli trovasti riposo nei nidi immateriali, dopo aver santamente lottato, o atleta Bassa, compagna degli angeli e fai sgorgare sui malati flutti di guarigioni; perciò doverosamente celebrando la tua memoria ti onoriamo, glorificando il Salvatore e a una voce a te gridiamo: prega Cristo Dio di donare remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.

E ora. Della festa. Uguale.

Tu che senza seme concepisti Dio e, senza subir corruzione, lo partoristi incarnato, ti rivesti ora della nuova incorruttela dello Spirito: come Madre della vita, infatti, come Regina di tutti, te ne vai, o Vergine, alla vita immateriale. Giustamente sei perciò diventata davvero nube che per noi zampilla le acque della vita, o Madre di Dio purissima. Prega tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede venerano la tua divina dormizione.

Dell’apostolo. Ode 4. Ho udito, Signore.

Avendo mente eccelsa, accogliesti divini pensieri e carismi dello Spirito, o Taddeo, discepolo dell’Onnipotente.

Iniziato ai divini misteri, o beatissimo, illuminasti i non iniziati per venerare la Trinità consustanziale.

Hai inscritto nei cuori, o beato, la legge divina, cancellando prima i caratteri della stoltezza e le forme della malizia.

Theotokìon. Concependo il Creatore di tutte le creature apparisti Sovrana, perciò, Theotòkos sempre vergine, ti glorifichiamo.

Della martire. Stesso Irmòs.

Senza venir meno al tuo proposito, affrontasti il perfido nemico e l’annegasti nei flutti del tuo sangue.

L’abisso che ti accolse nel suo seno condannata a questa ingiusta morte ti rispettò e ti salvò per ordine di Dio, o atleta Bassa.

Con i tuoi figli illustri, o gloriosa, ereditasti l’incrollabile regno di Dio, le nozze celesti e la luce senza tramonto.

Theotokìon. Un tempo nello Spirito Avvacùm vide in te il monte non tagliato da cui apparve il Signore Dio, o Vergine, per salvarci tutti.

Dell’apostolo. Ode 5. Tu che dalla notte.

Portando, o beato, la divina somiglianza col Sovrano, sei andato come divino medico presso il re Abgar.

Dopo la divina ascensione del Verbo il santo apostolo Tommaso, sapiente Taddeo, ti invia come predicatore ai bisognosi.

Vedendo scomparire le malattie e ricevere i cuori la guarigione, per la tua santa intercessione, Abgar fu colmato di illuminazione divina.

Theotokìon. Generasti il Verbo incarnato in due nature e due energie, Vergine non sposata, conservando senza difetto la tua verginità perfetta.

Della martire. Perché mi hai respinto.

Avendo sete dell’amore di Cristo, glorioso Agapio divinamente beato, odiavi fino in fondo il male e sopportasti strenuamente le sofferenze delle torture e lo spellamento della carne.

Torturato da uncini di ferro sul petto, beato Teognio, fosti riconosciuto secondo il tuo desiderio ancora più puro, o sapiente, dal Dio di tutti, presso il quale giungesti con gloria nei raggi delle tue sfavillanti lotte.

Sopportando con fede sicura il martirio, sapientissimo Pistòs, sbalordisti gli increduli e i loro cuori insensati quando le ossa ti furono spezzate e le giunture del corpo schiantate.

Theotokìon. Richiamasti dopo la caduta la progenitrice dei viventi, divina Madre, concependo il Redentore, Salvatore, Signore e Creatore di tutti; perciò, benedetta tra le donne, ti glorifichiamo con fede.

Dell’apostolo.

Ode 6. Come salvasti il Giona.

La luce del santo Spirito, dimorando nel tuo cuore, apostolo Taddeo, ti rese per il mondo vera fiaccola, che dissolve le tenebre dell’errore.

Portando sulla tua carne come pregiati ornamenti le ferite salvifiche di Cristo, salvasti i popoli da ogni sozzura e ascendesti alla letizia dei cieli.

Apparisti come aurora mostrandoci il Sole di giustizia, o Taddeo; illuminati da lui, noi terrestri, siamo diventati per lui figli della luce.

Theotokìon. Per noi, concepisti un nuovo bimbo, il consustanziale al Padre che riconduce di nuovo la natura corrotta dei mortali alla bellezza primitiva, o pura.

Della martire. Perdonami, Salvatore.

Fino in fondo distruggesti i templi degli dèi impuri, fondando la tua anima sull’ineffabile amore di Dio e divenisti consorte degli angeli, o atleta Bassa.

Grandi lotte affrontasti per Cristo, o martire, grandi anche le ricompense ricevute da lui: gloria immortale, dimora divina e delizia sempre fluente.

Il Dio in te magnificato e glorificato ogni giorno dall’assemblea dei santi, con onnipotenza salvò te, illustrissima come un tempo Giona dall’abisso marino.

Theotokìon. Abbi compassione, Sovrana, del mio intelletto, che affonda nel mare dei peccati e nelle onde dell’ignoranza e dammi una mano e salvami, tu che hai concepito il Salvatore.

Irmòs. Perdonami, Salvatore, poiché sono molte le mie iniquità e dal baratro dei mali riconducimi, ti supplico; a te infatti ho gridato e tu ascoltami, Dio della mia salvezza.

Kontakion dell’apostolo.

Tono 3. La Vergine oggi.

E’ giunta la lieta festa dell’apostolo: celebriamola oggi con letizia, perché, a quanti sempre lo onorano con fede, l’apostolo procura remissione dei peccati e divino vigore: egli agisce infatti con franchezza, come divino iniziato della grazia di Cristo.

Ikos.

Celebriamo tutti il discepolo di Cristo, onoriamo oggi il testimone oculare del Verbo; egli infatti predicò al mondo il sacratissimo vangelo e prese nella rete le genti, traendole dall’abisso dell’errore; mostrando la via della verità, per essa conduce i fedeli alla celeste patria. Stando tutto pieno di splendore presso il trono divino, concede illuminazione copiosa a quanti con affetto lo onorano, poiché egli agisce con franchezza come divino iniziato della grazia di Cristo.

Sinassario.

Il 21 di questo mese memoria del santo apostolo Taddeo.

Stichi. Taddeo, quale altra corona intreccerò per te, che con i tuoi occhi, come discepolo, hai visto il Verbo? Ai divini cori celesti Taddeo fu aggregato il giorno venti lasciando questa vita.

Lo stesso giorno, memoria della santa martire Bassa e dei suoi figli Teognio, Agapio e Pistòs.

Stichi. I tre eccelsi figli di una sola madre, con la madre Bassa andarono a un’unica esecuzione. Una spada in 21 trafisse Bassa con tre figli.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. A Babilonia i fanciulli.

Compiendo miracoli con l’invocazione del Signore apparso nella materia di un corpo, conducesti popoli e città, o illustrissimo, a fede sicura per acclamare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto

Col sale divino delle tue gustose parole hai arrestato la cancrena dell’empietà e sanato i cuori feriti dalle frecce del serpente, gridando, o beato apostolo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Pieno di Spirito santo sei stato innalzato alla sublime contemplazione, possedendo divinamente come tesoro il verbo salvifico e insegnasti ai popoli a gridare: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Caduto per la mia stessa opinione e avvinto da azioni scellerate, in te mi rifugio: aiutami, Sovrana, concedendo alla mia umile anima modo di far penitenza perché ti glorifichi.

Della martire. Un tempo a Babilonia.

Attraversata sana e salva la fornace di fuoco con la forza divina, col fervore della tua anima bruciasti i rovi dell’errore gridando: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Tu che trattenesti l’impeto dei leoni per salvare nella fossa il tuo profeta Daniele, hai custodito dalle belve la tua martire Bassa, che a te, Sovrano, cantava: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Illuminata dai chiari raggi della croce, impassibile, la gloriosa Bassa attraversò le tenebre dell’errore, andando verso la luce gridando: Cristo Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Spezza le aggrovigliate catene dei miei delitti, o pura, benedetta e sempre glorificata Divina Sposa, che concepisti inconcepibilmente il Dio che toglie il peccato del mondo.

Dell’apostolo. Ode 8. Divenuti vincitori.

Come cielo narrante la gloria di Dio apparisti, Taddeo e alla fede divina conducesti i popoli che gridavano con fervore: Benedite il Signore, esaltatelo nei secoli.

Per la potenza dello Spirito che dona salute ai malati, ai paralitici il passo, ai ciechi la vista, divenisti per la città di Edessa luminare, che sempre celebriamo con fede, o Taddeo.

Giustamente viene glorificato Taddeo, che con l’abbondanza dei suoi miracoli condusse tutto un popolo infedele alla fede, salvando così dall’errore dei falsi idoli quanti a lui accorrevano.

Theotokìon. Scomparvero le ombre della legge, o Vergine, quando generasti l’Autore della legge, la cui grazia rischiara tutto; supplicalo sempre d’aver pietà di me, che ho seguito la legge del peccato.

Della martire. Sette volte di più.

Colui che ha assunto la nostra debole natura diede ali alla tua debolezza, o martire e ti rese più forte di fuoco, acqua, belve e seghe, poiché con fede gridasti: Fanciulli, benedite il Signore e voi, sacerdoti, lodatelo, popolo, esalta Cristo nei secoli.

Con ardore giovanile lottarono e valorosamente sbaragliarono l’ostilità dei nemici con opere e parole i tre fanciulli Teognio, Agapio e Pistòs; ricevuta da Dio la corona di vincitori, lo esaltano in tutti i secoli.

Come olivo fruttifero, come vigna ubertosa allattasti rettamente i tre tralci con cui coltivasti grappoli di confessione, sgorganti vino di martirio, che allieta i cuori di quanti piamente gridano: Popolo, esalta Cristo nei secoli.

Con le schiere incorporee, con l’armata dei martiri che sta presso il trono di Dio, o illustri, pieni di grazia, luce e gloria, dileguate le tenebre delle nostre colpe nel giorno in cui festeggiamo con fede la vostra augusta e luminosa memoria, ricca di carismi divini.

Theotokìon. Il Verbo di Dio, l’unico compassionevole, che creò per suo ordine i cieli e per suo volere la terra, formando l’umanità, assunse nel tuo grembo la nostra carne per ricostruire in se stesso la nostra natura schiacciata dall’astuzia del serpente, o Vergine.

Irmòs. Sette volte di più del solito, nel suo furore il tiranno dei Caldei rinfocolò la fornace per i fedeli del Signore; ma quando li vide salvati da una forza più potente, gridò: Fanciulli, benedite il vostro Creatore e Redentore e voi sacerdoti, lodatelo, popolo, esaltalo in tutti i secoli.

Dell’apostolo. Ode 9. Realmente Theotòkos.

Vedendo le divine ricompense nei secoli e stando presso il vertice dei desideri, Taddeo, esulta e danza.

Come cedro, come cipresso, o glorioso Taddeo, ti sei innalzasti con le virtù, addolcendo il cuore dei tuoi cantori.

Hai raggiunto, o beato, i cori degli apostoli, dei martiri e degli incorporei; con loro supplica per la salvezza di chi ti celebra.

La tua memoria, riccamente illuminando con lo splendore dei carismi le menti dei fedeli, induce tutti a celebrarti, Taddeo.

Theotokìon. Vergine amica del bene, benefica la mia anima ammalata per i peccati, tu che concepisti il Verbo sommamente buono.

Della martire. Sbalordì per questo.

Volendo realmente vedere ciò occhio di mortale non hanno visto, hai sopportato virilmente le pene della carne, la frattura delle membra, l’assalto di belve, la bruciatura del fuoco e la forza delle onde, illuminata di luce immateriale, o beatissima.

Come chiara e splendente luna sorgesti, conducendo per grazia il coro divino degli astri luminosi sorti da te; e ora tu, teofora e voi tutti, beati, irraggiate sul mondo la vostra luce immateriale.

Consolidando sulla roccia della pazienza l’edificio delle vostre anime, o beati, non avete ceduto a innumerevoli prove; ma, riportando vittoria con Cristo, con lui siete divenuti degni di regnare per sempre.

Bassa, pura tortora, colomba amica di Dio, la rondine che accompagnata dai suoi piccoli volò al cielo per restare presso il divino potere, fuggendo all’inverno e agli inganni del demonio, con affetto diciamo beata.

Theotokìon. Tu che generasti il Redentore filantropo, o prodigiosa Sovrana amica del bene, con le tue preghiere dammi redenzione dai peccati e benefica e libera, o castissima, la mia anima guastata da pensieri di passioni mortifere, o purissima.

Irmòs. Sbalordì per questo il cielo e stupirono i confini della terra poiché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più vasto dei cieli, perciò, Madre di Dio, schiere di angeli e uomini ti magnificano.

Exapostilarion. Udite, donne.

Divenisti l’astro di Edessa, Taddeo sapientissimo: avendo predicato in essa la divina economia del Verbo e illuminato il topàrca Abgar e quanti erano con lui, li hai resi cultori della Trinità più che luminosa, o apostolo divino predicatore.

Della festa. Tu che il cielo con le stelle.

La folla degli apostoli, radunata nelle nubi, dovutamente seppellisce la Madre del Signore, alla presenza del Salvatore con miriadi di angeli.

Allo stico delle lodi, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Ricordati assiduamente, o Vergine Theotòkos, di quanti ti invocano e con affetto festeggiano la tua sacra dormizione.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

O schiera dei discepoli, venite da me e ciascuno porti alla Vergine un inno di esequie adatto alla festa.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

O discepoli, la vostra schiera prontamente si raduni a mezzo di nubi per seppellire il corpo della sola Madre di Dio, che accolse la Divinità.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Porte dei cieli levatevi, vedendo la porta dell’Altissimo venire con gloria al suo Figlio e Signore.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.