12 Agosto
Memoria dei santi martiri Fozio e Anìkitos.
AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficiatura del nostro santo padre Massimo il confessore, perché il 13 si conclude la festa della Trasfigurazione.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi martiri.
Tono 4. Hai dato come segno.
Non vi terrorizzò il fuoco, né gli strumenti taglienti, né il furore del tutto irrazionale di chi follemente giudicava, né gli assalti dei leoni, né il ribollire delle caldaie, né l’amputazione delle membra, né l’amara sentenza di morte che vi rendeva immortali e gloriosamente vi accompagnava a Dio immortale, o generosissimi atleti.
Avete ottenuto la fine beatissima, in tutto venerabile e desiderata da chi ne è degno, avete ottenuto le speranze eterne, o generosi e fate scaturire per noi fonti di prodigi, che tolgono il bruciore delle passioni dell’anima e del corpo in quanti sempre celebrano piamente la vostra festa annuale, o illustrissimi.
Fozio glorioso e Anìkitos di mente divina, coppia eccelsa, rifulgente degli splendori della Trinità, variamente ornati dalle bellezze delle ferite, sempre esultano con gli angeli e dispensano illuminazione e misericordia a quanti festeggiano con fede la loro lotta sacra e gloriosa.
Altri 3 di san Massimo.
Lo stesso tono. Come generoso fra i martiri.
Predicavi conosciuto con due volontà e due energie colui che per compassione si è compiaciuto di diventare uomo, o beato Massimo, chiudendo le bocche sempre aperte degli empi, che per calunnia del diavolo, artefice della malizia, lo ritengono dotato di una sola volontà e una sola energia.
Con le corde dei tuoi dogmi soffocasti, o padre Massimo, il loquace e insensato Pirro; sopportasti anche persecuzioni e tribolazioni, o illustrissimo: molto flagellato, ti furono tagliate la lingua e la divina mano sempre levata a Dio, con cui, scrivendo, fissavi gli eccelsi dogmi.
La tua santa lingua, padre, divenne come stilo di scriba veloce, acuminato dallo Spirito, scrivente in bella grafia con la grazia, sulle tavole dei nostri cuori, il libro delle virtù divine, l’esattezza dei dogmi e l’incarnazione di colui che in due nature e in una sola ipòstasi volle manifestarsi agli uomini.
Gloria. Del santo. Tono pl. 4.
Noi, folle di monaci, ti onoriamo come guida, o nostro padre Massimo, perché per te imparammo a camminare per la via veramente retta; beato sei tu, che servisti Cristo e sconfiggesti la potenza del nemico, o compagno degli angeli, consorte dei santi e dei giusti: con loro prega il Signore di aver misericordia delle nostre anime.
E ora. Lo stesso tono. Della festa.
La nube luminosa della trasfigurazione seguì l’oscurità della Legge: Mosè ed Elia, venendone avvolti e fatti degni della gloria più che luminosa, dicevano a Dio: Tu sei il nostro Dio, o Re dei secoli.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Accostiamoci con animo pronto al monte Tabor per contemplare la gloria del Re dell’universo, Cristo, nostro Redentore.
Stico. Tuoi sono i cieli e tua e la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.
Con Mosè ed Elia, mio Salvatore, sei apparso brillante più del sole sul monte Tabor, davanti ai discepoli prescelti.
Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.
I discepoli udivano la voce del Padre che testimoniava la tua gloria, o mio Salvatore e per il timore caddero proni a terra.
Gloria. Tono pl. 2. Del santo.
Padre santo, per tutta la terra uscì la voce delle tue belle azioni: perciò nei cieli trovasti ricompensa delle tue fatiche; annientasti le falangi dei demòni, raggiungesti le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, emulasti la vita; poiché hai dunque confidenza col Signore, chiedi pace per le nostre anime.
E ora. Tono pl. 4. Della festa.
Scoprendo, o Cristo, per quanti erano saliti con te sul monte, un pallido bagliore della tua divinità, li hai resi partecipi della tua gloria ultramondana: essi perciò ispirati gridavano: E’ bello per noi stare qui! Con loro anche noi per i secoli a te inneggiamo, Cristo Salvatore trasfigurato.
Apolytìkion del santo. Tono pl. 4.
Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, astro del mondo, ornamento dei monaci divinamente ispirato, sapiente Massimo, con le tue dottrine illuminasti tutti, o lira dello Spirito: prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.
Apolytìkion della festa. Tono grave.
Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

