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11 Agosto

Memoria del santo Diacono e Martire Euplo.

Al Mattutino.

Dopo la prima sticologia, kàthisma della festa.

Tono 4. Ti sei manifestato oggi.

Ecco giunta la fulgidissima festa del Sovrano: venite tutti, purifichiamoci e poi ascendiamo con l’intelletto al monte Tabor per vedere Cristo.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Dopo la seconda sticologia, kàthisma.

Tono pl. 1. Cantiamo, fedeli.

Il Verbo, pari in dignità al Padre e allo Spirito, incarnato dalla Vergine per la nostra salvezza, visse tra gli abitanti della terra, come sta scritto; e, salito al Tabor con i discepoli prescelti, si è gloriosamente trasfigurato: inneggiamo dunque alla sua divina e santissima condiscendenza.

Gloria. E ora. Lo stesso tropario.

Il primo canone della festa, poi il canone del Santo, con l’Acròstico: Loderò piamente l’illustre Euplo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Come i cavalieri.

Tu che navigasti con l’arma della croce, hai raggiunto il porto della vita, nel quale risplendi di gioia; interrompi, o glorioso, la bufera agitatissima del mio cuore, affinché glorifichi serenamente la tua memoria.

Come astro risplendente che fa brillare sui fedeli l’irradiamento delle tue virtù, santo Euplo, sei sorto nel firmamento della Chiesa scacciando le tenebre dei demòni con la potenza dello Spirito.

Fortificato dalla potenza divina, con pensiero nobile, predicasti, o sapiente, il Dio nato da Dio, che volontariamente patì sulla croce e con la morte ha sciolto la morte, o glorioso.

Apra la bocca per celebrarti ogni essere dotato di voce, poiché dalla gola del nemico con i tuoi divini insegnamenti, o Teofòro, strappasti tutti i fedeli che avevano ricevuto la tua parola, nobile atleta di Cristo.

Theotokìon. Rischiarando con la sua discesa tra noi il tuo luminoso grembo, Vergine pura, Cristo come sole si levò sulla terra dileguando il crepuscolo dell’idolatria e illuminando i confini del mondo.

Ode 3. La sterile chiesa delle genti.

Tu stesso volontariamente ti consegnasti come agnello, desiderando esser immolato per Cristo che per te, Euplo, volle farsi povero e immolarsi.

Come vittima senza difetto, sacrificio di soave odore, in perfetta oblazione, lietamente, o beato, ti offristi cantando: santo sei tu, Signore nostro Dio.

Attingendo forza, o beato, dal Vangelo e dalle sue leggi, apparisti tra uomini senza legge gridando loro ad alta voce: Son venuto a confonder l’empietà di quanti mi cercano.

Theotokìon. Dimorando dentro di te, Dio non spezzò il chiavistello della tua verginità, pura Vergine; supplicalo di continuo di rafforzare i tuoi cantori.

Irmòs. Poiché la sterile Chiesa delle genti ha generato, mentre la sinagoga ricca di figli si è indebolita, al meraviglioso Dio gridiamo: Santo sei tu, Signore.

Kàthisma.

Tono 1. I soldati a guardia.

Portando nelle tue mani le tavole della legge di Cristo, ti presentasti nello stadio gridando ai nemici: Spontaneamente mi presento per lottare strenuamente; perciò chinando con gioia la cervice, porgendola al taglio della spada, completasti la tua corsa.

Gloria. E ora. Della Festa.

Tono 4. Stupì Giuseppe.

Trasfigurandoti, o Gesù, con l’inaccessibile gloria della tua luce divina sei rifulso ai tuoi divini discepoli, Giovanni, Pietro e Giacomo, rendendoli estatici con la divina grazia: essi udivano infatti la voce del Padre proclamarti Figlio diletto e vedevano la tremenda gloria del tuo volto. O Salvatore, che vuoi che tutti si salvino, illumina le nostre anime.

Ode 4. Per amore compassionevole.

Eri veramente tempio vivente della Trinità santissima e come oplita della fede, Euplo, rovesciasti dalle fondamenta i templi degli idoli.

Rapito dalla bellezza di Dio, o beato Euplo, lottando con gioia non ti curavi delle pene, dei tormenti e delle innumerevoli torture.

Umiliandoti umiliasti il cuore altero dell’uccisore; e così, santo martire, ascendesti a colui che eleva a sé i mortali.

Infiammato d’amore divino per il tuo maestro, santo martire, realmente bruciasti ogni errore e con coraggio avanzasti verso il martirio.

Theotokìon. Implorano te i ricchi del tuo popolo, o Fanciulla che generasti colui che ci ha arricchiti tutti con conoscenze divine, Cristo nostro Dio.

Ode 5. Gli empi non vedranno.

Tutto illuminato dai divini precetti e colmo di coraggio come un leone, fiducioso correvi verso lo stadio respingendo l’empietà, o eccelso.

Una vita senza dolori ti concesse il Redentore per il quale subisti amara morte, o glorioso atleta e come premio per le tue imprese ti unì al coro dei martiri.

Chinasti con coraggio la nuca e decapitato raggiungesti chiarissimamente Cristo, tuo capo, per gioire della divinizzazione, o beato.

Theotokìon. Davvero superiore agli angeli ti mostrasti concependo inconcepibilmente il Creatore degli angeli, che glorifica i santi martiri, o santissima Madre Vergine.

Ode 6. Giunto nelle profondità.

Gocciolante di sangue ti sei presentato al tuo arbitro di gara, o nobilissimo martire Euplo, ricevendo lieto da lui la corona dei vincitori.

Tenendo fra le mani l’evangelica legge del tuo Signore, nobilmente, Euplo, sei comparso sùbito in tribunale, confutando con ardore gli iniqui, o beato.

Senza temere la moltitudine delle torture, né la spada, piamente predicasti la verità davanti ai giudici del tribunale e condannasti a morte l’errore.

Theotokìon. Strano prodigio, Madre di Dio: come partorisci senza conoscere uomo e nutri col tuo latte l’Autore di ogni allattamento, che nutre tutto il creato?

Irmòs. Giunto nelle profondità del mare, vengo inghiottito dal laccio di molti peccati: ma tu che sei Dio strappami dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.

Sinassario.

L’11 di questo mese memoria del megalomartire il diacono Euplo.

Stichi. Levìta quanto all’abito, realmente strenuo oplita per la decapitazione, il giorno undici cadde Euplo, decapitato da una spada.

Lo stesso giorno memoria dell’inaugurazione della veneranda e meravigliosa dimora del divino tempio della Santissima Sovrana nostra Theotòkos di Eleussa.

Lo stesso giorno esposizione dell’icona achiròpita de Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

Memoria dei santi martiri Neòfito, Zenone, Daia, Marco, Macario e Daiano, consumati dal fuoco.

Il beato Passarione si addormentò in pace.

Per le loro sante preghiere, o Dio, abbi pietà di noi. Amìn.

Ode 7. A Babilonia i tre giovani.

Il tuo sangue versato in terra estinse, o beatissimo, la fiamma dell’errore, ma ha irrigato ricchissimamente la Chiesa di Cristo, che piamente ti inneggia.

Avendo animo nobile e pensiero irremovibile, rovesciasti l’errore e con i tuoi insegnamenti infallibili, o sapientissimo Euplo, confutasti le menzogne dei rappresentanti della menzogna.

La porta del paradiso, vedendoti insignito della divina passione e del diadema dei vincitori, si aprì davanti a te, beato martire di Cristo.

Con l’anima purificata dal divino carbone, o martire, estinguesti i bracieri del politeismo, acclamando: Signore Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Theotokìon. Per prefigurare, o purissima, il tuo grembo divino, la fornace persiana salva incolumi i giovani che gridano: Signore Dio, tu sei benedetto.

Ode 8. Liberatore di tutti.

Purificazione da ogni malattia, allontanamento degli spiriti malvagi, tali sono i frutti delle tue reliquie, o beato e davanti ad esse proclamiamo: opere tutte, lodate e benedite il Signore.

In te si è allietato il popolo dei fedeli, avendoti mediatore e fervido intercessore presso Cristo e difensore, o beatissimo levita Euplo, compagno dei santi angeli.

Venite, uomini, ad attingere al sepolcro del martire il rimedio appropriato a ogni malattia e proclamate con fede: opere tutte, lodate e benedite il Signore.

Theotokìon. Superi in bellezza, Vergine purissima, lo splendore degli angeli, avendo concepito il Creatore degli angeli e dei mortali, al quale cantiamo: Benedite, opere, il Signore.

Irmòs. Liberatore di tutti, Onnipotente, discendesti nella fornace irrorando di rugiada i giovani ebrei, insegnando loro ad inneggiare: Opere tutte, lodate e benedite il Signore.

Ode 9. Eva per la sua trasgressione.

Divenisti degno, o beatissimo, di vedere davvero ciò che desideravi da lontano, poiché con sapienza raggiungesti l’apice delle aspirazioni, il compimento del tuo desiderio, o ammirabile levita Euplo.

Tenendo in mano come scettro, o beato, la croce e indossando splendidamente la porpora tinta col tuo sacro sangue, stai ora davanti a Cristo Re, o vanto dei martiri Euplo.

Celebrando oggi la tua santa passione, la santa metropoli di Catania, con la provincia e tutti i borghi, ti festeggia come protettore eccelso della città; custodiscila con la tua intercessione.

Divenuto come un sole luminosissimo e abitando presso lo splendore divino, divinizzato per la divina partecipazione, o martire, anche ora rischiari quanti cantano la tua luminosa lotta, o felice.

Theotokìon. Illumina la mia anima con i bagliori che sono in te, divina sposa; rialzami dal baratro della perdizione in cui giaccio, umiliando i nemici che affliggono sempre il mio cuore e mi precipitano nelle passioni.

Irmòs. Eva per la sua trasgressione e colpa instaurò la maledizione; ma tu, Madre di Dio Vergine, hai fatto fiorire per il mondo la benedizione per il frutto del tuo grembo; per questo tutti ti magnifichiamo.

Exapostilarion del santo. Udite, donne.

Totalmente assorto in Dio onnipotente e rifulgendo per i bagliori da lui provenienti, ricordati, o vittorioso, di quanti celebrano la tua luminosa memoria, onorandoti, o santo, come diacono dei misteri di Cristo, o martire Euplo.

Della festa.

O Verbo, luce immutabile della luce del Padre ingenito, o Verbo, nella tua luce, apparsa oggi sul Tabor, vediamo come luce il Padre e come luce lo Spirito, luce che illumina tutto il creato.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Salve, triade di apostoli divini che hai visto sul monte Tabor colui che per essenza è uno della Trinità.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Beato te, Tabor, un tempo coperto di caligine: perché sei stato fatto degno non della luce del sole sensibile, bensì del superno splendore.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Illuminati dalla luce del tuo volto, i tuoi discepoli, o Salvatore, subito caddero a terra, non potendo sostenere quel fulgore.

Gloria. E ora. Uguale.

Mosè ed Elia videro sul Tabor il Dio incarnato dalla Vergine fanciulla, per la redenzione dei mortali.

Quindi il resto come di consueto e il congedo.