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10 Agosto

Memoria del santo martire Lorenzo, l’arcidiacono.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi con 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Tre della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Venite ora, mutati dal mutamento superno, esultiamo, quanti abbiamo celeste sentire, conformandoci oggi piamente a Cristo e ascendendo dalla terra all’eccelsa vetta delle virtù: poiché il Salvatore delle nostre anime, nella sua pietà, trasfigurandosi sul Tabor ha riempito di splendore l’uomo deforme.

Voi che amate contemplare e ascoltare ciò che trascende l’intelletto, osserviamo misticamente Cristo rifulgente di raggi divini e ascoltiamo la voce del Padre, proclamante Figlio diletto colui che sul Tabor copre di splendore la fragilità umana e fa scaturire l’illuminazione per le nostre anime.

Tutto ciò che è nell’universo e oltre l’universo si muova oggi alla lode di Cristo nostro Dio, Signore dei vivi e dei morti: egli trasfigurandosi divinamente pone accanto a sé sul Tabor i prìncipi e araldi della Legge e della grazia, poiché così è piaciuto a lui, Salvatore delle nostre anime.

Tre del santo, uguali.

Il Sovrano e Signore ti diede, o martire, come aiuto il carbone ardente: da esso bruciato, deponesti presto la tenda di creta ed ereditasti la vita e il regno immortali: perciò con gioia celebriamo la tua festa gioiosa, o beatissimo Lorenzo incoronato.

Tu, o beato, lasciandoti bruciare dai carboni ardenti, spegnesti i carboni della seduzione idolatrica: dopo che essi annullarono lo spessore della tua carne, scuotesti come pesante fardello anche la polvere della mortalità dei nostri progenitori: divenisti così per noi inestinguibile carbone ardente, illuminante radiosamente quanti onorano la tua memoria.

I martiri invitti furono accesi da Dio come carboni ardenti, rifulgenti per lo splendore dello Spirito: con ardore dileguano il buio dell’inganno e dell’ateismo e accendono la fiaccola della pietà; fra costoro brilla per i prodigi Lorenzo, vero e venerabile diacono del Salvatore.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Prima della tua croce, Signore, un monte imitò il cielo: una nube lo sovrastava come tenda; mentre ti trasfiguravi e il Padre ti testimoniava, erano con te Pietro, Giacomo e Giovanni, perché, dovendo esser con te anche nell’ora del tradimento, grazie alla contemplazione delle tue meraviglie non temessero la tua passione, che noi ti preghiamo di poter adorare in pace, per la tua grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Sul monte Tabor il Signore ha mostrato ora la gloria divina, seppur pallidamente, agli iniziati che si era scelto.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Venite, accorriamo tutti con i discepoli alla vetta delle virtù, affinché con loro siamo fatti degni anche della grazia.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Figli tutti della terra, purifichiamo i nostri cuori, perché possa venire anche a noi la gloria della grazia trisolare.

Gloria. E ora. Tono 4.

Prima della tua croce, Signore, prendendo con te i discepoli su un alto monte, davanti a loro ti trasfigurasti, illuminandoli con bagliori di potenza, volendo mostrare loro, sia per filantropia, sia per la tua signoria, lo splendore della risurrezione: di essa rendi anche noi degni nella pace, perché sei misericordioso e filantropo.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fà risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

Conclusione.