9 Agosto
Memoria del santo apostolo Mattia.
Al Mattutino.
Dopo la prima sticologia, kàthisma della festa.
Tono 4. Stupì Giuseppe.
Ti sei trasfigurato, Gesù, sul monte Tabor e una nube luminosa, stendendosi come tenda, ricoprì gli apostoli della tua gloria: essi dunque guardavano a terra, non potendo fissare il fulgore dell’inaccessibile gloria del tuo volto, Cristo Dio, Salvatore senza principio; o tu che un tempo su loro rifulgesti la tua luce, illumina le nostre anime.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Dopo la seconda sticologia, kàthisma. Uguale.
Trasfigurandoti, o Gesù, con l’inaccessibile gloria della tua luce divina, sei rifulso ai tuoi divini discepoli, Giovanni, Pietro e Giacomo, rendendoli estatici con la divina grazia: essi udivano infatti la voce del Padre che ti proclamava Figlio diletto e vedevano la tremenda gloria del tuo volto. O Salvatore, che vuoi che tutti si salvino, illumina le nostre anime.
Gloria. E ora. Lo stesso tropario.
Quindi i canoni, prima quello della festa, poi questo del santo. Acròstico: Con inni a te canto, Mattia, amico di Cristo.
Ode 1. Tono pl. 4. Cantiamo al Signore.
Supplica, o Mattia, perché dal cielo sia donata la salvezza a me, che canto la tua luminosa festa.
Come un grande sole ti rivelasti con la grande luce, venuta fra noi, mirabile apostolo.
Obbedendo alle leggi del Sovrano, o beato, nella rete della tua lingua peschi dall’abisso dell’ignoranza i confini.
Theotokìon. Il Verbo sovradivino salvò per benevolenza tutto me stesso, volendo incarnarsi dal tuo grembo, pura Madre Vergine.
Ode 3. Tu sei la saldezza.
Sostenuto dal volere del Creatore, o sapiente, fosti capace di spogliare il potente e servire la grazia.
Sottomesso per amore agli ordini del Re onnipotente, salvasti i mortali da ogni errore, o ammirabile.
Per completare la sacra dozzina, lo Spirito onnipotente guidò la tua elezione nel coro dei discepoli.
Theotokìon. Con il tuo aiuto, non temo gli assalti dei nemici, con la tua protezione metto in fuga le loro falangi.
Irmòs. Tu sei la saldezza di quanti a te accorrono, Signore, tu sei la luce degli ottenebrati e il mio spirito t’inneggia.
Kàthisma. Tono pl. 4. Ineffabilmente concepita.
Con i lampi dei tuoi discorsi divini, o beato, bruciasti l’errore maligno, illuminando i fedeli per inneggiare alla venuta nel corpo del Sovrano di tutti e imitasti la sua divina passione; perciò radunandoci celebriamo con gioia la tua santa memoria e insieme gridiamo a te, apostolo Mattia: prega Cristo Dio di donare la remissione delle colpe a quanti festeggiano con affetto la tua santa memoria.
Gloria. E ora. Della festa.
Tono 4. Apparisti oggi.
Ecco giunta la fulgidissima festa del Sovrano: venite tutti, purifichiamoci e poi ascendiamo con l’intelletto al monte Tabor per vedere Cristo.
Ode 4. Ho udito, Signore.
Predicando, o beatissimo, l’unica natura, regno e signoria di Dio, catturasti nelle tue reti la moltitudine delle genti.
Ti guidò il Signore nel mare della vita, o sapientissimo, come un cavallo che calpestava le amare acque del politeismo.
Dissodando col Verbo divino i cuori incolti, o Mattia, vi seminasti la scienza della verità e facesti crescere il buon grano della fede.
Theotokìon. Illumina la mia anima oscurata per le tante passioni, divina sposa, tesoro della verginità, dimora di Dio infinito per natura.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
La vera vite ha fatto crescere te, beatissimo, come tralcio fruttuosissimo e tu hai prodotto il grappolo salvifico; bevendone il vino, i prigionieri dell’ignoranza rigettarono l’ebbrezza delle credenze erronee.
Sorteggiato come apostolo dai dodici discepoli, o Mattia, tu completasti il beato gruppo da cui il traditore si escluse, per guadagnare il funesto cappio, dopo aver levato contro Cristo il suo tallone.
O beatissimo apostolo Mattia, il Signore ti ha sparso nella terra come sale per purificare con i tuoi insegnamenti le piaghe dell’errore, allontanare le malattie ed estinguere le pene delle anime e dei corpi.
Theotokìon. Per il tuo parto verginale, o divina sposa, Adamo fu spogliato della tunica difforme e dell’antica maledizione, per indossare la veste santa, totalmente intoccabile dalle passioni.
Ode 6. Siimi propizio, Salvatore.
Divenisti dio per adozione, venendo divinizzato dall’unione con lui e ricevendo direttamente i suoi raggi, illuminasti i fedeli e purificasti la terra dalle tenebre degli idoli.
A te, discepolo, alludono i sacri profeti nelle loro predizioni; eri tu colui che annunziavano come testimone oculare, servo, apostolo, imitatore, o Mattia.
Theotokìon. Santificazione spirituale e propiziatorio intoccabile, candeliere aureo, mensa animata recante il pane della vita ti chiamiamo noi fedeli, o Vergine.
Irmòs. Siimi propizio, Salvatore, sono molte infatti le mie iniquità e dall’abisso dei mali, strappami, ti prego, poiché a te ho gridato e tu ascoltami, o Dio della mia salvezza.
Sinassario.
Il 9 di questo mese memoria di san Mattia apostolo.
Stichi. Escluso dalla santa dozzina, Giuda traditore pendeva da una corda; Mattia per la sorte entra a farne parte morendo sul legno. Il nove Mattia fu messo a morte sul legno.
Lo stesso giorno memoria dei santi dieci martiri martirizzati per la santa icona del nostro Salvatore e Dio Gesù Cristo che stava nella porta di Chalkì: Giuliano, Marciano, Giovanni, Giacomo, Alessio, Demetrio, Fozio, Pietro, Leonzio e la patrizia Maria.
Stichi. Noi nove, cadendo colpiti da spada ai piedi dei nemici di Dio, diventammo suoi amici. Come un tempo a Betania accettasti la mirra, Salvatore, accetta anche il sangue del mio martirio, dice Maria.
Lo stesso giorno memoria del martirio del santo martire Antonio.
Il beato nostro padre Psoi terminò la sua esistenza.
Lo stesso giorno memoria del ritrovamento della venerabile icona non dipinta da mano umana dei Camuliani, il cui ritrovamento viene descritto dal nostro padre tra i santi Gregorio, vescovo di Nissa.
Per le loro sante preghiere, Cristo Dio, abbi pietà di noi. Amìn.
Ode 7. I fanciulli ebrei nella fornace.
Prosciugasti le onde dell’errore con le piene della sapienza dei tuoi discorsi: ai torrenti delle delizie dissetavi i fedeli, o glorioso, acclamando: O Dio, tu sei benedetto.
Con la forza di Dio onnipotente furono vanificati gli intrighi del nemico davanti ai tuoi passi, o apostolo e furono spianati i monti e i colli dell’ateismo.
Theotokìon. Colei che il grande profeta Isaia, nello Spirito definì Vergine, concepì in grembo e partorì il Dio al quale cantiamo: Signore Dio, tu sei benedetto.
Ode 8. Follemente il tiranno.
Divenuto bocca di Dio, o sapiente, strappavi dalle fauci dell’omicida quanti malamente aveva inghiottito e reso cibo della sua malizia e col bagno della rinascita li riconducesti al Signore, cantando senza sosta: Popolo, esalta Cristo nei secoli.
Divenuto carro glorioso del Verbo divino, frantumasti le schiere dell’errore e i carri della malizia, distruggendo dalle fondamenta i templi e le stele degli idoli con la divina potenza, per trasformare in templi del Dio Trino i fedeli che cantano: Popolo, esalta Cristo nei secoli.
Un nuovo cielo apparve per narrare l’ineffabile gloria del Figlio unigenito di Dio: Mattia, chiaro raggio dello Spirito, pescatore degli uomini perduti, candeliere del divino splendore, iniziatore di ineffabili misteri; con gioia tutti insieme a lui cantiamo.
Theotokìon. Superando la natura e l’intelletto concepisti e poi partoristi il Creatore della stirpe umana, divenuto uomo senza separarsi, o Sovrana pura, dal Padre al quale tutto il creato canta: Fanciulli, benedite, sacerdoti inneggiate, popolo, esalta Cristo nei secoli.
Irmòs. Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; esaltalo, popolo, per tutti i secoli.
Ode 9. Stupì ogni orecchio.
Il Signore dichiarò suo amico te, beato apostolo, che osservavi i suoi precetti e hai ereditato il suo regno, sedendo in trono con lui nel giorno terribile del giudizio, o Mattia, che completi la sacra dozzina.
Con la vela della croce, o beato, attraversasti il mare tempestoso di questa vita, approdando al porto della quiete; con i cori degli apostoli, all’apice dei tuoi desideri, con gioia preghi per noi il Signore filantropo.
Realmente la tua lingua si rivelò lucerna aurea, illuminata dalla Spirito, consumando le eresie ed estinguendo i bracieri del nemico e colmando di chiarore quanti giacevano nelle tenebre dell’errore.
Theotokìon. Sola fra le donne tu hai interrotto, sposa divina, la maledizione antica, generando nei limiti della carne l’Infinito: rinnovasti la natura e le sue leggi e riunisti con la tua prodigiosa mediazione ciò che un tempo era separato.
Irmòs. Stupì ogni orecchio per l’ineffabile discesa di Dio, poiché l’Altissimo volontariamente si abbassò fino a grembo verginale, divenendo uomo; per questo la casta Madre di Dio, noi fedeli, magnifichiamo.
Exapostilarion. Con i discepoli.
Giuda iniquo, escludendosi con volontaria determinazione, uscì dal divino numero dei dodici sacri apostoli; ma per divina scelta l’illustre Mattia fu eletto e introdotto al suo posto come discepolo, come apostolo di Cristo, come chi fa risplendere tutta la terra con i dogmi Trinità santa.
Della festa, uguale.
Prima della tua croce, Signore, prendendo con te gli eletti tra i discepoli, ti trasfigurasti sul santo Tabor; qui ti assistevano come servi, conversando con te con tremore, Mosè ed Elia, o Sovrano: con loro, o Cristo Salvatore, col Padre e lo Spirito noi adoriamo te, rifulso dalla Vergine per la salvezza dei mortali.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Sul monte Tabor si fece chiaramente conoscere la gloria della Trinità, mentre ti trasfiguravi, mio Salvatore più che buono.
Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.
La nube luminosa, splendidamente dispiegata durante la tua trasfigurazione, lasciò attoniti i divini principi dei discepoli.
Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.
Alla tua trasfigurazione, o Verbo, ti stavano accanto Mosè ed Elia, mentre il Padre testimoniava parlando dal cielo.
Gloria. E ora. Stessa melodia.
Mosè ed Elia videro sul Tabor il Dio incarnato dalla Vergine fanciulla, per la redenzione dei mortali.
Quindi il resto come di consueto e il congedo.

