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1 Agosto

Memoria dei sette santi martiri Maccabei, del loro maestro Eleazaro e della loro madre Salomè. Processione della preziosa e vivificante croce.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della croce preziosa e 3 dei santi.

Stichirà della croce preziosa.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Salutiamo la croce preziosa come comune presidio, come fonte di santificazione: essa seda le passioni, pone fine alle malattie, libera i malati da ogni sorta di dolori, riversando più ampiamente di un oceano i flutti dei prodigi su quanti con fede venerano la sua effigie e la rispettano.

Noi che siamo sbattuti dai flutti nel mare della vita, travolti dai marosi nella bufera delle passioni, rifugiamoci con fede presso il legno prezioso come su una scialuppa di soccorso: esso farà tacere i flutti e i venti, sbaraglierà le passioni e noi raggiungeremo felicemente il placido porto della salvezza.

Più del sole rifulge la santissima croce, proiettando come raggi i prodigi, come dardi le guarigioni: accostiamoci, o uomini, quanti siamo di continuo stretti dalla tenebra delle sventure e riceveremo una grazia di guarigione elargitrice di luce, magnificando Dio, che nella carne sulla croce venne confitto.

Stichirà dei santi.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

La tirannide non scosse il tetto della Legge elevato su sette colonne, poiché questi giovani nobilissimi fratelli, custodi dei decreti di Mosè, virilmente hanno sostenuto la rabbia irrazionale del persecutore, consegnando il corpo a chi li faceva a pezzi.

Sollevando l’intelletto sopra le cose visibili, i piissimi e generosi fanciulli, con la loro madre di mente divina, si lasciavano recidere le membra di carne, resi forti da immense speranze: e queste hanno ora ottenuto, riposando nel seno di Abramo loro avo.

Saldamente armati di un’anima generosa e quasi puntando il loro ardore, per amore della pietà e dell’osservanza della Legge dei padri, fermamente affrontarono l’avversario, il sacratissimo Eleazaro e i sapientissimi giovani, con la madre di mente divina.

Gloria. Dei santi. Tono pl. 4. Di Giovanni monaco.

I santi Maccabei dicevano al tiranno: Nostro solo re, o Antioco, è Dio, da cui abbiamo avuto la vita e a cui torniamo; ci attende un altro mondo, più sublime e stabile di quello visibile; nostra patria è la potente e indistruttibile Gerusalemme e nostra festiva assemblea è la vita con gli angeli. Signore, per la loro intercessione, abbi pieta di noi e salvaci.

E ora. Stesso tono. Della croce.

Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, o Cristo Dio, questa noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti sei degnato di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, con il ladrone, rendi degni anche noi del tuo regno.

Allo stico, stichirà prosòmia della croce.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Venite, amici delle feste, a festeggiare la processione della croce, rallegriamoci acclamando con fede sicura: O croce di Cristo, santificaci con la grazia di colui che su te fu innalzato e liberaci da ogni male con la tua potenza.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

La croce preziosa prepara le vie del cielo per tutti coloro che l’adorano con timore e affetto; e colui che su di essa fu confitto annovera tra i cori delle schiere immateriali quanti di cuore la festeggiano.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Quanti con fede adoriamo la croce preziosa, adoriamo il Sovrano su di essa confitto: al suo cenno, anima e labbra sono purificate e noi, lodandolo, siamo illuminati dai suoi spirituali fulgori.

Gloria. Dei santi. Tono pl. 4.

Di Cosma monaco.

Le anime dei giusti sono nelle mani del Signore, come Abramo, Isacco e Giacobbe, i progenitori vissuti prima della Legge e antenati dei Maccabei, da noi oggi celebrati; prole di Abramo dall’animo saldo, emularono la fede del loro avo Abramo e lottarono per la pietà fino alla morte; allevati infatti secondo pietà e lottando secondo le regole, confutarono l’empietà dell’esecrabile Antioco e senza far conto alcuno delle cose di questa vita per amore di quella eterna, tutto rimisero a Dio: anima, forza, sensi, il corpo delicato e le ricompense dovute ai giusti nella santità cresciuti. O pia radice da cui germogliaste, o Maccabei, o madre santa che generò figli in numero pari ai giorni della settimana! Noi dunque vi supplichiamo, o Maccabei, con Salomè vostra madre e il sapiente sacerdote Eleazaro: stando presso Cristo Dio, per il quale faticaste, ricevendo da lui il frutto delle vostre pene, pregate per l’umanità con insistenza: egli infatti fa ciò che vuole e compie la volontà di quanti come voi lo temono.

E ora. Stesso tono. Della croce.

E’ compiuta, o Dio, la parola di Mosè, tuo profeta, che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno; oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Apolytìkion. Tono 1.

Lasciati commuovere, Signore, per le sofferenze patite per te dai Santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.

Gloria. E ora. Della croce. Stesso tono.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.