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PERIODO DEL TONO PL. 4 Giovedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono pl. 4. Il tuo angelo, Signore.

Il popolo iniquissimo condannò te, Signore e Creatore di tutto il mondo, ad essere crocifisso in mezzo a iniqui, Gesù mio; vedendo tale ardire, la terra si scuoteva tutta, manifestandoti, o Sovrano, Creatore di tutto.

Tutti veniamo riscattati dalla maledizione della Legge e dalle accuse, perché il Signore della Legge è stato innalzato sulla croce preziosa, facendo sgorgare benedizione perenne e grazia e misericordia, per noi che cantiamo la sua divina passione.

Sanasti, o filantropo, le nostre piaghe quando furono piagate le tue mani; dirigesti tutti sulle vie della salvezza quando furono inchiodati sulla croce i tuoi piedi, riconoscendo i quali un tempo in paradiso, Adamo prima creatura si nascose.

Altri Stichirà della Theotòkos.

O straordinario prodigio!

Salve, Sovrana, Madre di Dio; salve, scettro di Davide; salve, porta celeste; salve, roveto incombusto; salve, monte adombrato; salve, lampada; salve, purissima; salve, urna; salve, palazzo; salve, purissima Madre del nostro Dio; salve, molle per la brace, salve, mensa divina; salve, speranza del mondo.

Le onde dei miei peccati come mare tempestoso, sollevandosi in alto, cercano di sommergere il mio capo, o Sovrana, ma come a Pietro stendimi la mano prima che affondi e guidami salvo al porto della penitenza, ti prego, pura Madre di Dio, celebratissima speranza di tutto il mondo.

Malamente ottenebrato dalle passioni del peccato, me misero, sprofondo nel gorgo della disperazione; abbi pietà di me, benedetta piena di divina grazia, fa’ splendere su me il chiarore della tua compassione e guidami su vie rette, ti prego e ti imploro, o purissima. Non disprezzarmi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La purissima quando ti vide appeso volontariamente al legno, conoscendo la tua potenza, fu colta da dolore e gemendo gridava a te: Figlio, non lasciare me, tua genitrice, dammi una parola, Figlio mio, non oltrepassare tacendo me, tua serva, o Verbo di Dio.

Apòstica stavròsima.

Fosti innalzato sulla croce, o Cristo Dio e salvasti la stirpe umana: glorifichiamo la tua passione.

Fosti confitto in croce, o Cristo Dio e apristi le porte del paradiso: noi ti glorifichiamo, Redentore nostro.

Martyrikòn. Martiri del Signore, ogni luogo santificate e ogni male curate: intercedete ora, vi preghiamo, perché siano strappate le nostre anime ai lacci del nemico.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

I tuoi martiri, Signore.

Vedendoti crocifisso e ucciso, la Madre di Dio gridava: Ahimè, come sopporti questi dolori, Figlio dolcissimo? Colpisce il mio cuore la tua lancia, fa ardere le mie viscere la tua passione; ma io ti canto, perché volontariamente tu soffri questo per salvare l’uomo.