Periodo Del Tono Pl. 4
Al Grande Vespro.
Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.
Tono pl. 4.
Offriamo a te, o Cristo, l’inno vespertino e il culto razionale, perché ti sei compiaciuto di farci misericordia con la tua risurrezione.
Signore, Signore, non respingerci dal tuo volto, ma compiaciti di farci misericordia con la tua risurrezione.
Salve, santa Sion, madre delle Chiese, dimora di Dio: perché per prima tu hai ricevuto la remissione dei peccati, per la risurrezione.
Altri Stichirà, anatolikà.
Il Verbo di Dio Padre, generato prima dei secoli, negli ultimi tempi, incarnato dalla ignara di nozze, volontariamente si sottopose alla morte di croce e con la sua risurrezione salvò l’uomo, morto da tempo.
La tua risurrezione dai morti glorifichiamo, con la quale, o Cristo, liberasti la stirpe di Adamo dalla tirannia dell’ade e come Dio donasti al mondo la vita eterna e la grande misericordia.
Gloria a te, Cristo Salvatore, Figlio unigenito di Dio, confitto alla croce e risorto dalla tomba il terzo giorno.
Glorifichiamo te, Signore, che per noi volontariamente subisti la croce; adoriamo te, onnipotente Salvatore: non respingerci dal tuo volto, ma esaudiscici e salvaci per la tua risurrezione, o amico degli uomini.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Il Re dei cieli, nel suo amore per noi, apparve sulla terra e visse con gli uomini: l’unico Figlio, duplice nella natura, ma non nell’ipòstasi, assunse la carne da Vergine pura, da lei procedendo dopo averla assunta; proclamandolo dunque realmente Dio perfetto e uomo perfetto, noi confessiamo Cristo Dio nostro; e tu supplicalo, o Madre senza nozze, di aver misericordia elle anime nostre.
Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono pl. 4.
Sei salito sulla croce, o Gesù, disceso dai cieli; sei venuto alla morte, tu, vita immortale; a coloro che sono nelle tenebre, tu, luce vera; a coloro che sono caduti, tu, risurrezione di tutti. O luce e Salvatore nostro, gloria a te.
Gli alfabetici.
Glorifichiamo Cristo, il risorto dai morti; dopo aver assunto anima e corpo, infatti, con la passione li separò l’una dall’altro: mentre l’anima immacolata, discesa all’ade, lo depredò, il corpo santo del Redentore delle anime nostre nella tomba non vide la corruzione.
Con salmi e inni, glorifichiamo, o Cristo, la tua risurrezione dai morti, con la quale ci hai liberati dalla tirannia dell’ade e come Dio ci hai donato la vita eterna e la grande misericordia.
O Sovrano dell’universo, incomprensibile Creatore del cielo e della terra, patendo sulla croce, hai fatto scaturire per me l’impassibilità; accettata la sepoltura e risorto nella gloria con te, con mano onnipotente, hai risuscitato Adamo. Gloria alla tua risurrezione il terzo giorno, per la quale ci hai donato la vita eterna e il perdono dei peccati, tu che solo sei compassionevole.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre di Dio altissimo, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri la purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.
Apolytíkion anastàsimo.
Dall’alto scendesti, misericordioso, accettasti la sepoltura di tre giorni, per liberare noi dalle passioni: vita e risurrezione nostra, Signore, gloria a te.
Theotokíon.
Tu che per noi sei nato dalla Vergine e ti sei sottoposto alla crocifissione, o buono, con la morte hai spogliato la morte e come Dio hai manifestato la risurrezione, non trascurare coloro che con la tua mano hai plasmato, mostra, o misericordioso, il tuo amore per gli uomini: accogli, mentre intercede per noi, la Madre di Dio che ti ha partorito e salva, o Salvatore nostro, il popolo che non ha più speranza.
La Domenica Mattina
Al Mesonittico
Con la solita ufficiatuta si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Triade monade, salva me il tuo servo. Poema di Mitrofane di Smirne.
Ode 1. Tono pl. 4. La verga di Mosè.
Il Re trisolare, sommo sovrano e governatore dell’universo, l’unico per natura buono e che ha l’unica gloria della Divinità, il Dio Monarca noi adoriamo, cantando l’unico trisagio.
Ammaestrati dalle divine parole e dagli antichi vaticini, noi glorifichiamo l’unica natura trisipostatica della Maestà divina, eterna, senza principio creatrice e onnipotente: Padre, Figlio e Spirito.
Abramo accolse con gioia in sacra figura il Creatore dell’universo, Dio e Signore trisipostatico, ma delle tre ipòstasi conobbe l’unica potenza.
Theotokìon. Verginalmente concepisti Cristo che per noi prese la nostra natura, o Purissima, rimanendo immutato in tutte e due; supplicalo senza sosta di concedermi la liberazione dai peccati e dalle tentazioni.
Ode 3. Tu che in principio.
Te inaccessibile Dio e Re della gloria, Isaia vide seduto su un alto trono e i Cherubini e i Serafini che con inni incessanti glorificavano l’unico in tre ipòstasi.
Avendo compreso con ragionevoli considerazioni e insegnamenti scritturali che il Verbo è l’unico generato dalla mente del Padre e che lo Spirito procede in modo ineffabile, noi adoriamo un unico trisolare Dio.
Il Padre non generato, ma che dalla propria sostanza generò il Figlio come proprio fulgore, luce da luce, emana da sé come suo connaturale lo Spirito che tutto opera e ha pari onore.
Theotokìon. Tempio puro sei apparsa, Vergine Maria, Madre di Cristo, che con onnipotenza e ogni sapienza ha stabilito tutte le cose, le ha ordinate e le sostiene; rendilo a me propizio con le tue materne preghiere.
Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.
La potenza della trisolare e veneranda perfetta Maestà, noi fedeli ora benediciamo; perché con un solo cenno stabilì tutte insieme le cose: in alto i cori angelici, in basso le gerarchie delle Chiese, perché cantino: Santo, santo, santo sei, Dio supremamente buono; gloria e inno alla tua potenza.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che generasti l’immutabile Dio, rendi saldo il mio cuore sempre alterato dal peccato per le insidie dell’ingannatore e per sua accidia, o Buona, con la tua materna intercessione, affinché anch’io, grato, a te acclami: Genitrice di Dio, Maria, abbi pietà del tuo gregge, che hai acquistato, o Purissima.
Ode 4. Tu sei mia forza.
Quando la Divinità sorse su quelli che erano nelle tenebre, disperse tutta l’oscura notte delle passioni e fece sorgere il Sole di giustizia, semplice per natura, trifulgido nelle ipòstasi, che noi sempre inneggiamo e glorifichiamo.
Con le nostre labbra fangose glorifichiamo colui che viene celebrato dalla bocca dei Serafini, l’unico e triplice Signore della gloria per natura e ipòstasi, acclamando, o Sovrano dell’universo: concedi ai tuoi servi la remissione delle loro molteplici colpe.
Tu che tieni insieme tutti quanti gli esseri, Trinità veneranda e di divina Maestà, invisibile, misericordiosissima, compassionevole, amica dell’uomo, non dimenticare me, tuo servo e non disperdere il patto che facesti coi tuoi servi per la tua ineffabile misericordia.
Theotokìon. Avendo trovato te sola speciosa da tutti i secoli, o Purissima Fanciulla, bellezza di Giacobbe, il Verbo che era prima del principio, in te abitò per sua misericordia e plasmò la natura umana; e tu supplicalo sempre di liberarmi da ogni afflizione.
Ode 5. Perché mi hai respinto.
Tre coeterne ipòstasi noi veneriamo, ma un unico Signore, distinguendo, eppur tenendo unita la divina natura e con fede acclamiamo: Divina Maestà, Trinità santa, libera i tuoi servi dalla tribolazione.
Assai mi lamento per la debolezza della mia mente, come contro voglia subisco mutazione ripugnante; perciò grido: Trinità santa, principio della vita, stabiliscimi nei beni immutabili.
Di me aggravato dalla sonnolenza del peccato e spinto verso il sonno di morte, abbi pietà e destami, o Dio santo e trino, amico dell’uomo, ottimo e misericordiosissimo.
Theotokìon. O Vergine fanciulla, Madre castissima, purissima, prediletta di Dio, con le tue suppliche rendi a me propizio il Signore tuo Figlio e Dio: libera presto dalle passioni e dalle colpe il tuo servo.
Ode 6. Siimi propizio.
Imitando le schiere delle intelligenze celesti, Trinità sublime, Re dell’universo, con il canto del trisagio noi ti glorifichiamo con le nostre bocche fangose.
O Dio trisipostatico, a tua immagine plasmasti l’uomo e sapientemente dal nulla costruisti l’universo: io ti adoro e venero, ti inneggio e magnifico.
O Dio onnipotente e solo incircoscritto, abita in me per la tua ineffabile misericordia, o Sovrano trisolare e illuminami, rendendomi saggio per tua benevolenza.
Theotokìon. Sei apparsa tempio dell’immenso Dio, o Purissima: rendi pure me tempio della sua carità, o Sovrana santissima, con le tue suppliche e conservami senza colpa.
Kathisma Triadico. Dell’incarico segretamente.
Padre senza principio, Figlio coeterno e Spirito divino, o fedeli, senza confusione, senza mutazione e senza alterazione, Trinità semplice, santa, tutta unita, realmente noi confessiamo, acclamando con gli angeli: Santo sei, Padre, Figlio con lo Spirito santissimo e venerabile; abbi pietà di quelli che plasmasti a tua immagine, o Sovrano.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Sempre ti ringraziamo, magnifichiamo, veneriamo e celebriamo il tuo nome, pura Madre di Dio, piena di grazia, acclamando senza sosta: Salvaci, Vergine misericordiosissima, tu che sei buona e strappaci dalla paurosa accusa dei demoni nell’ora del giudizio, perché non siamo confusi, noi tuoi servi.
Ode 7. Il fuoco ebbe paura.
Con la tua ineffabile sapienza e l’immensa tua misericordia, dona a me, tuo servo, la tua pietà, anche adesso come un tempo, o Dio uno e trino e liberami dal guasto delle colpe e dalle passioni (2).
O Mente, Padre ingenito, o Verbo da lui generato, o Spirito divino che inconcepibilmente ne procede, divina Maestà trisolare, io canto a te: Benedetto il Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Sono morto, o purissima, bevendo il veleno del peccato e corro con fede a te, che hai dato alla luce l’Autore della vita; con la tua intercessione vivifica il tuo servo e liberami dalle tentazioni e dalle passioni, o unica pura.
Ode 8. Follemente il tiranno.
O luce inaccessibile, trifulgida e trisolare e sola dominatrice, unica sovrana, semplicissima, Dio incomprensibile e solo potente Signore, rischiara ora il mio cuore tenebroso e nebuloso e rendilo fulgido e luminoso per inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.
Con le sacratissime ali i divinissimi serafini piamente si coprono il volto e i piedi, non sopportando la gloria della tua inesplicabile bellezza, divina Maestà, origine d’ogni bene, Trinità santissima, eppure noi osiamo inneggiare e glorificare te per tutti i secoli.
Sovranità eterna, potentissima, ottima, perfettissima, benefica, immensa, causa non causata, creatrice senza fine, che governi e salvi tutte le cose, Monade per essenza, Triade per le ipòstasi, io ti glorifico, Dio mio, con fede per i secoli.
Theotokìon. Sulla terra sorse il sole senza tramonto, generato da te, Vergine, Sovrana senza macchia, liberando i mortali dalle tenebre e dalla confusione idolatrica; perciò pure ora illuminami sempre più dei fulgori della sua Maestà divina e custodisci il tuo servo.
Ode 9. Per questo sbigottisce.
O Re onnipotente dell’universo, natura anteriore al principio e al tempo, principio della vita, misericordioso, filantropo, buono, Trinità origine di tutto, ora noi ti glorifichiamo, chiedendo la remissione dei peccati, la pace per il mondo e la concordia per le Chiese (2).
Unica trifulgida signoria, unica divina Maestà trisolare, accogli con ogni bontà i tuoi cantori e liberali dalle colpe, dalle tentazioni e dalle tribolazioni e presto benignamente concedi alle Chiese pace e unione.
Theotokìon. Abitando il grembo verginale, o Cristo mio Salvatore, apparisti al tuo mondo realmente Uomo-Dio, senza mutazione, senza confusione e promettesti di rimanere sempre con i tuoi servi; perciò, per l’intercessione di chi ti generò, concedi pace a tutto il tuo gregge.
Al Mattutino
La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.
Dopo la prima sticologia,
kathismata anastàsima. Tono pl. 4.
Risorgesti dai morti, vita di tutti e un angelo di luce gridava alle donne: Smettete di piangere, portate la buona novella agli apostoli, proclamate inneggiando: È risorto Cristo Signore, colui che si compiacque di salvare, come Dio, la stirpe umana.
Gloria. Ineffabilmente concepita.
Risorto davvero dalla tomba, ordinasti alle sante donne di annunziare agli apostoli la risurrezione, come sta scritto; Pietro venne di corsa al sepolcro e, attonito per la luce nella tomba, poté per essa vedere lì per terra anche le bende, da sole, vuote del corpo divino e credette e gridò: Gloria a te, Cristo Dio, Salvatore nostro che salvi tutti; del Padre infatti tu sei irradiazione.
E ora. Theotokion, stessa melodia.
Cantiamo la porta del cielo, l’arca, il monte santissimo, la nube luminosa, la scala celeste, il paradiso razionale, il riscatto di Eva, il grande tesoro di tutta la terra: perché in lei si compì la salvezza del mondo e la remissione delle colpe antiche; per questo a lei gridiamo: prega tuo Figlio e Dio di donare remissione delle colpe a quanti con fede onorano il tuo parto immacolato.
Dopo la seconda sticologia,
altri kathìsmata. Tono pl. 4.
Degli uomini sigillarono il tuo sepolcro, o Salvatore e un angelo rotolò via la pietra dall’ingresso della tomba; delle donne ti videro risorto dai morti e sono loro che evangelizzarono i tuoi discepoli in Sion: poiché sei risorto, vita di tutti e sono stati sciolti i vincoli della morte. Signore, gloria a te.
Gloria.
Mentre recavano gli unguenti per la sepoltura, le donne udirono dalla tomba l’angelica voce: Fate cessare le lacrime e in luogo di tristezza, recate gioia: proclamate inneggiando che è risorto Cristo Signore, che si è compiaciuto di salvare, come Dio, la stirpe umana.
E ora. Theotokion.
In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato, la schiera degli angeli e la stirpe degli uomini, tempio santificato, paradiso razionale, vanto verginale: da te si incarnò Dio, da te divenne bambino il nostro Dio, che è prima dei secoli, poiché il tuo seno egli fece suo trono e rese il tuo grembo più vasto dei cieli. In te si rallegra, o piena di grazia, tutto il creato: gloria a te.
Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:
Ypakoí.
Le mirofore, giunte al sepolcro del datore di vita, cercavano il Sovrano immortale tra i morti e ricevuto dall’angelo l’annuncio della gioia, dichiaravano agli apostoli: è risorto il Signore, per elargire al mondo la grande misericordia.
Anavathmì (graduali). Antifona 1.
Dalla giovinezza mi tenta il nemico e con i piaceri mi brucia; confidando in te, Signore, lo allontano.
Quanti odiano Sion divengano come l’erba prima di essere strappata: Cristo infatti reciderà le loro cervìci col taglio dei tormenti.
Gloria. E ora.
È del santo Spirito dar vita a tutto: luce da luce, grande Dio; con il Padre e il Verbo noi lo cantiamo.
Antifona 2.
Il mio cuore, umiliandosi, sia custodito dal tuo timore: non accada che, innalzandosi, si allontani da te, Dio di ogni compassione.
Chi ha riposto la speranza nel Signore non temerà quando col fuoco giudicherà e castigherà l’universo.
Gloria. E ora.
Per lo Spirito santo ogni divinizzato vede, predice e opera eccelsi prodigi, cantando l’unico Dio tisipostatico: poiché pur nel triplice splendore, uno è il Divino.
Antifona 3.
A te ho gridato, Signore, ascoltami, porgi l’orecchio al mio grido e purificami, prima di togliermi da quaggiù.
Chiunque scende alla propria madre terra, tornerà di nuovo per ricevere o i tormenti o la ricompensa per ciò che ha compiuto in vita.
Gloria. E ora.
Nello Spirito santo Dio è conosciuto come Monade tre volte santa: Padre senza principio, dal quale senza tempo proviene il Figlio e Spirito coregnante e connaturale, che con il Figlio dal Padre risplende.
Antifona 4.
Ecco, che cosa è bello e soave se non l’abitare dei fratelli insieme? In questo il Signore ha promesso vita eterna.
Colui che col suo vestito adorna i gigli del campo, ci ingiunge di non aver sollecitudini.
Gloria. E ora.
Per il santo Spirito, causa unica, l’universo è governato nella pace: poiché egli è Dio, realmente consustanziale al Padre e al Figlio.
Prokìmenon.
Regnerà il Signore in eterno, il tuo Dio, Sion, di generazione in generazione.
Stico. Loda, anima mia, il Signore.
Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione di Cristo. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.
Canone della risurrezione.
Poema di Giovanni Damasceno.
Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.
La verga di Mosè che operava prodigi, inabissò un tempo il faraone alla testa dei suoi carri, percuotendo il mare in forma di croce e dividendolo, mentre salvò Israele il fuggiasco che passava a piedi asciutti, intonando un canto a Dio.
Come non ammireremo l’onnipotente divinità di Cristo? Dai patimenti fa scaturire per tutti i fedeli impassibilità e incorruttela, dal santo fianco fa stillare una sorgente immortale e dalla tomba la vita eterna.
Con quale magnificenza appare ora l’angelo alle donne! Recando i simboli splendidi della sua innata purezza immateriale e manifestando con il suo aspetto il fulgore della risurrezione, grida: È risorto il Signore!
Theotokìon. Cose gloriose furono dette di te di generazione in generazione: accogliesti in grembo il Dio Verbo e sei rimasta pura, Vergine Madre di Dio; per questo tutti ti onoriamo, nostra protezione dopo Dio.
Canone stavroanastàsimo. Attraverso l’umido.
Furono abbattute le porte del dolore e tremarono i portinai dell’ade, vedendo nel più profondo colui che per altezza è sopra la natura di tutti.
Stupirono le schiere angeliche, vedendo la natura umana decaduta, relegata nel più profondo della terra posta sul trono del Padre.
Theotokìon. Le schiere degli angeli e dei mortali, o Madre sempre vergine, ti benedicono senza sosta, poiché generasti il loro Creatore, nostro Dio, che fu bimbo nel tuo grembo.
Canone della Madre di Dio secondo l’alfabeto.
Cantiamo al Signore.
Pura Madre di Dio, che generasti l’eterno e divino Verbo incarnato, noi ti cantiamo.
La Vergine concepì te, Cristo, grappolo portatore di vita, da cui stilla la dolcezza della salvezza universale.
La stirpe di Adamo, per te riportata alla felicità incomprensibile, Madre di Dio, giustamente ti glorifica.
Ode 3. Irmòs.
Tu che in principio rafforzasti i cieli con sapienza e disponesti la terra sulle acque, rafforzami, o Cristo, sulla roccia dei tuoi comandamenti, poiché non c’è santo all’infuori di te, o solo amico degli uomini.
La salvifica passione che hai subito nella carne ha giustificato, o Cristo, Adamo condannato per il frutto del peccato: poiché tu, o senza peccato, hai mostrato di non essere soggetto all’esperienza della morte.
Ha brillato, per quanti stavano nella tenebra e nell’ombra della morte, la luce della risurrezione, il mio Dio Gesù: legato con la sua divinità il forte, lo spogliò delle cose sue.
Theotokion. Sei divenuta più alta dei cherubini e dei serafini, o Madre di Dio: poiché tu sola, o incontaminata, hai accolto in grembo il Dio che nulla può contenere; per questo noi tutti fedeli, sempre, con inni, ti proclamiamo beata.
Canone stavroanastàsimo. O Signore, creatore.
Quando un tempo disubbidii al comando del Creatore, giustamente, Signore, mi esiliasti; ma presa la mia forma e insegnatami l’obbedienza, per la crocifissione con te mi facesti abitare.
Tu che con la tua sapienza prevedevi tutte le cose, Signore e con la tua intelligenza istruisti il mondo sotterraneo, non sdegnasti, o Verbo di Dio, di discendervi per risuscitare l’uomo fatto a tua immagine.
Theotokìon. Abitando corporalmente nella Vergine, Signore, ti mostrasti agli uomini quale conveniva tu fossi veduto; essa poi la mostrasti com’era veramente: Madre di Dio e aiuto dei fedeli, o solo amico degli uomini.
Canone della Madre di Dio. Tu sei la saldezza.
Soccorrici con le tue preghiere, o purissima e respingi da noi gli assalti delle gravi tribolazioni.
Tu sei la riparatrice della prima madre Eva, avendo concepito l’autore della vita del mondo, Madre di Dio.
Vivificami col tuo potere, o purissima, tu che generasti la potenza ipostatica incarnata del Padre.
Ode 4. Irmòs.
Tu sei mia forza, Signore, tu il mio vigore, tu il mio Dio, tu la mia esultanza, tu, che senza abbandonare il seno del Padre, hai visitato la nostra povertà; per questo, con il profeta Avvacùm, a te acclamo: Gloria alla tua potenza, o amico degli uomini.
Grandemente mi amasti quando ero nemico: con il tuo straordinario annientamento scendesti sulla terra senza sdegnare l’obbrobrio della mia bassezza, Salvatore compassionevole e restando nelle altezze della tua gloria ineffabile, glorificasti colui che era nel disonore.
Chi può ora non sbigottire, o Sovrano, vedendo la morte annientata dalla passione, la corruzione fuggire grazie alla croce e l’ade svuotato della sua ricchezza per mezzo della morte? O amico degli uomini, questa è l’opera straordinaria del tuo divino potere, o crocifisso.
Theotokion. Sei il vanto dei credenti, ignara di nozze, protettrice, rifugio dei cristiani, porto e baluardo: tu rechi infatti le suppliche al Figlio tuo, o purissima e salvi dai pericoli chi con fede e affetto ti riconosce pura Madre di Dio.
Canone stavroanastàsimo. Ho udito, Signore.
Alla croce t’inchiodarono i figli degli empi, o amico dell’uomo; così per la tua misericordia salvasti quanti glorificano la tua passione.
Risorto dal sepolcro, con te rialzasti tutti i morti nell’ade e illuminasti benevolo quanti glorificano la tua risurrezione.
Theotokìon. Supplica il Dio da te concepito, Maria pura, di donare ai tuoi servi la remissione delle colpe.
Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.
Qual campo non arato germogliasti la spiga vivificante che vivifica il mondo: salva, Madre di Dio, i tuoi cantori.
Noi tutti illuminati, o purissima, ti riconosciamo Madre di Dio perché concepisti il sole di giustizia, o sempre Vergine.
Concedi propiziazione per le nostre mancanze, o senza peccato e dà pace al tuo mondo, o Dio, per l’intercessione della tua Genitrice.
Ode 5. Irmòs.
Perché mi hai respinto dal tuo volto, luce senza tramonto e mi ha ricoperto, me infelice, la tenebra ostile? Convertimi, dunque, ti prego e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi comandamenti.
Accettasti di essere avvolto per scherno in un manto prima della tua passione, o Salvatore, per ricoprire la vergognosa nudità del primo uomo plasmato e di essere confitto nudo sulla croce per spogliarlo della tunica della mortalità, o Cristo.
Dalla polvere della morte, tu hai ricostruito, risorgendo, la mia natura caduta e le hai dato eterna giovinezza, rendendola di nuovo come icona regale, risplendente per la luce dell’incorruttela.
Theotokion. Tu che hai col Figlio tuo famigliarità di madre, purissima, non trascurare, ti preghiamo, quella sollecitudine per noi che ti è connaturale: perché te sola presentiamo al Sovrano, noi cristiani, come propiziazione accetta.
Canone stavroanastàsimo. Illuminaci con i tuoi.
Guidaci con la potenza della tua croce, o Cristo, poiché per essa noi a te ci presentiamo; concedici la tua pace, o amico degli uomini.
Guida le nostre vite, mentre ora cantiamo al tuo risveglio e concedici la pace, o nostro Dio filantropo.
Theotokìon. Supplica sempre tuo Figlio nostro Dio, Vergine Maria veneranda, perché faccia scendere su noi fedeli la grande misericordia.
Canone della Madre di Dio. Vegliando gridiamo.
Interrompi la violenta bufera delle mie passioni, tu che concepisti Dio, nocchiero e Signore.
Le schiere degli angeli e le classi dei mortali adorano il nato da te, pura Madre di Dio.
Vanifica le speranze dei nemici e allieta i tuoi cantori, Madre di Dio Maria sempre vergine.
Ode 6. Irmòs.
Siimi propizio, Salvatore, perché molte sono le mie iniquità e fammi risalire, ti prego, dall’abisso del male: perché a te ho gridato e tu esaudiscimi, o Dio della mia salvezza.
Mediante un albero, con forza mi abbatté l’autore del male, ma tu, o Cristo, confitto in croce, con essa lo gettasti a terra con forza superiore ed esponendo lui al ludibrio, hai fatto risorgere il caduto.
Tu hai avuto compassione di Sion, risorgendo dal sepolcro: da vecchia che era l’hai resa del tutto nuova col tuo sangue divino, nella tua amorosa compassione e ora, o Cristo, tu regni in essa per i secoli.
Theotokion. Per le tue suppliche, possiamo noi essere strappati alle funeste cadute, pura Genitrice di Dio e raggiungere la divina illuminazione del Figlio di Dio, da te ineffabilmente incarnato, o purissima.
Canone stavroanastàsimo. Effondo la mia supplica.
Stendesti sulla croce le tue mani per sanare la mano del progenitore stesa golosamente e al posto del legno amaro assaggiasti il fiele, o Cristo e con la tua potenza salvasti quanti glorificano la tua passione.
Gustò la morte il Redentore e distrusse l’antica ribellione e il dominio della corruzione e, recatosi ai reclusi nell’ade, li risuscitò e salvò nella sua potenza i cantori della sua risurrezione.
Theotokìon. Non smettere di pregare per noi, santissima vergine Madre di Dio, poiché tu sei la forza dei fedeli; in te sperando siamo rinvigoriti e piamente glorifichiamo te e l’incarnato da te ineffabilmente.
Canone della Madre di Dio. Una tunica luminosa.
Tempio e arca di Dio, talamo animato, porta del cielo ti proclamiamo noi fedeli, o Madre di Dio.
Il nato da te, distruttore degli idoli, o Maria, sposa di Dio, quale Dio è adorato col Padre e lo Spirito.
Il Verbo di Dio ti presentò ai mortali quale scala celeste, poiché per te scese fino a noi.
Kontàkion. Quali primizie.
Risorto dal sepolcro, risvegliasti i morti e risuscitasti Adamo; danza anche Eva per la tua risurrezione e i confini del mondo sono in festa perché ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.
Ikos.
Spogliati i regni dell’ade e risuscitati i morti, o longanime, andasti incontro alle mirofòre, recando gioia in luogo di tristezza; ai tuoi apostoli rivelasti i segni della vittoria, o mio Salvatore datore di vita e illuminasti il creato, o amico degli uomini: per questo il mondo gioisce con te che ti sei destato dai morti, o misericordiosissimo.
Ode 7. Irmòs.
Il fuoco ebbe paura un giorno a Babilonia davanti alla discesa di Dio; per questo i fanciulli nella fornace, con passo esultante, come danzando in un prato, salmeggiavano: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Il glorioso annientamento, la divina ricchezza della tua povertà, o Cristo, rende attòniti gli angeli che ti vedono inchiodato sulla croce per salvare chi con fede acclama: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Per la tua divina discesa, furono riempite di luce le regioni sotterranee e fu scacciata la tenebra che prima incalzava: per questo risuscitarono quanti erano prigionieri dall’inizio del mondo, gridando: Benedetto tu, o Dio, Dio dei nostri padri.
Triadikón. Riconosciamo la tua divinità proclamandoti in modo ortodosso Signore di tutti, Padre dell’unico e solo Figlio unigenito e riconoscendo un unico Spirito retto da te procedente, a te connaturale e coeterno.
Canone stavroanastàsimo. Un tempo a Babilonia.
Operasti la salvezza in mezzo alla terra, come disse il profeta, o Dio: innalzato, infatti, sul legno, chiamasti a te tutti quelli che con fede gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Risorto dalla tomba come dal sonno, o misericordioso, liberasti tutti dalla corruzione; il creato viene alla fede per opera degli apostoli che annunziarono la risurrezione: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Theotokìon. Uguale al Genitore per opera, potenza ed eternità, il Verbo viene plasmato per beneplacito del Padre e dello Spirito nel grembo della Vergine. Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.
Incarnato dal seno della Vergine, apparisti per salvarci: perciò, sapendo che tua Madre è Genitrice di Dio, grati gridiamo: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Sei la verga fiorita dalla radice di Iesse, che maturasti il frutto salutare per quanti, beatissima Vergine, a tuo Figlio gridano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Colma di sapienza ed energia divina, o sapienza ipostatica dell’Altissimo per mezzo della Madre di Dio, tutti quelli che con fede a te cantano: Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.
Ode 8. Irmòs.
Follemente il tiranno dei caldei infiammò sette volte di più la fornace per i cultori di Dio; ma vedendoli salvati da superiore potenza, gridava: Benedite, fanciulli, il Creatore e Redentore; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
La potenza più che divina della divinità di Gesù, come si addice a Dio, brillò tra quelli della nostra stirpe: egli infatti, gustata per ciascuno la morte di croce nella carne, annientò la forza dell’ade: senza sosta, fanciulli, beneditelo; celebratelo, sacerdoti; sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Il crocifisso risorse, il superbo cadde; l’uomo decaduto e abbattuto fu risollevato, la corruzione venne bandita e l’incorruttela fiorì, perché ciò che è mortale fu inghiottito dalla vita: beneditelo, fanciulli, celebratelo, sacerdoti, sovresaltalo, o popolo, per tutti i secoli.
Triadikón. Benedite, fanciulli, celebrate, sacerdoti, sovresalta, popolo, per tutti i secoli la Divinità dal triplice splendore, l’unico raggio rifulgente dall’unica natura trisipostatica, Padre senza principio, Verbo connaturale al Padre e Spirito consustanziale e coregnante.
Canone stavroanastàsimo. Vincitori del tiranno.
Il Signore, che sul legno stese la mano a me spogliato e mi chiamò a scaldarmi con la sua onestissima nudità, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.
Il Signore che dal più profondo dell’ade sollevò me, caduto e mi onorò sul trono sublime e glorioso del suo Genitore, lodate, opere tutte ed esaltatelo nei secoli.
Theotokìon. Di Adamo caduto apparisti figlia, ma sei Madre del Dio che rinnovò la mia essenza e che noi, opere tutte, come Signore inneggiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Canone della Madre di Dio. Celebrate e sovresaltate.
Spegni, o pura, i dardi carezzevoli e ardenti contro di noi scagliati dai nemici, affinchè a te inneggiamo per tutti i secoli.
Soprannaturalmente generasti il Creatore e Salvatore, Dio Verbo, o Vergine: perciò a te inneggiamo per tutti i secoli.
In te dimorò la luce inaccessibile, o Vergine, rendendoti lampada luminosa e fulgida come oro per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Per questo sbigottisce il cielo e sono colti da stupore i confini della terra: perché Dio apparve corporalmente agli uomini e il tuo grembo divenne più ampio dei cieli: te dunque magnificano, Madre di Dio, le schiere degli angeli e degli uomini.
Semplice per la tua divina natura senza principio, hai subito composizione per l’assunzione della carne, che ti sei ipostaticamente unita, o Verbo di Dio; e dopo aver patito come uomo, sei rimasto estraneo ai patimenti come Dio: noi dunque ti magnifichiamo in due nature, senza divisione e confusione.
Colui che per la divina sostanza ti è Padre, lo chiamasti Dio, quando divenisti uomo per natura, o Altissimo, scendendo tra i servi; e risorto dalla tomba, rendesti per grazia Padre dei figli della terra colui che è per natura Dio e Sovrano: con lui tutti ti magnifichiamo.
Theotokion. Ti rivelasti Madre di Dio, o Vergine, perché partoristi corporalmente, oltre la natura, il Verbo buono, che il Padre, come buono, fece sgorgare dal suo cuore prima di tutti i secoli; e ora noi lo contempliamo trascendente i corpi, benché di un corpo sia rivestito.
Canone stavroanastàsimo. Fremette ogni orecchio.
Per natura Figlio di Dio, sappiamo che fosti concepito nel seno della Madre di Dio e divenisti uomo per noi e ti contempliamo sulla croce patire per la natura umana, ma restare impassibile come Dio.
Scompaiono le tristi tenebre, poiché è sorto dall’ade il sole di giustizia, Cristo che illumina tutti i confini della terra, splendendo per la luce della divinità, uomo celeste, Dio terrestre, che in due nature magnifichiamo.
Theotokìon. Avanza felicemente e regna, o Figlio della Madre di Dio, sottomettendo il popolo degli ismaeliti, che ci fanno guerra, concedendo all’imperatore amice della religione, tuo alleato, come arma invincibile la croce con la lancia.
Canone della Madre di Dio. Realmente Madre di Dio.
Di gioia e letizia è colma la tua memoria, fonte di guarigioni per i tuoi devoti, che piamente ti proclamano Madre di Dio.
Con salmi inneggiamo e te, piena di grazia e senza sosta ti salutiamo: Salve, tu che facesti sgorgare per tutti l’esultanza.
Splendido, o Madre di Dio, il tuo frutto, apportatore non di corruzione, ma di vita a quanti con fede ti magnificano.
Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.
Stichirà anastàsima. Tono pl. 4.
Signore, anche comparendo al tribunale per esser giudicato da Pilato, non lasciasti il trono sul quale sei assiso con il Padre; e risuscitando dai morti, liberasti il mondo dalla schiavitù dello straniero, nella tua pietà e nel tuo amore per gli uomini.
Signore, benché i giudei ti abbiano deposto come mortale in un sepolcro, i soldati ti hanno custodito come re dormiente e come tesoro di vita ti hanno rinchiuso, ponendo i sigilli: ma tu sei risorto e hai donato incorruttela alle anime nostre.
Signore, ci hai dato la tua croce quale arma contro il diavolo: egli infatti freme e trema, non sopportando di vederne la potenza, poiché essa risuscita i morti e annienta la morte e noi per questo veneriamo la tua sepoltura e la tua risurrezione.
Il tuo angelo, Signore, annunziando la risurrezione, atterrì i custodi, ma si rivolse alle donne dicendo: Perché cercate il vivente tra i morti? È risorto, perché è Dio e ha donato vita a tutta la terra.
Altri Stichirà, anatolikà.
Hai patito sulla croce, tu che sei impassibile nella tua divinità; hai accettato i tre giorni nel sepolcro per liberare noi dalla schiavitù del nemico e donarci la vita, rendendoci immortali, o Cristo Dio, con la tua risurrezione, o amico degli uomini.
Adoro, glorifico e celebro, o Cristo, la tua risurrezione dalla tomba: per essa ci hai liberati dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio hai donato al mondo la vita eterna e la grande misericordia.
Per custodire la tua tomba che aveva accolto la vita, gli empi la sigillarono, ponendovi le guardie, ma tu, Dio immortale e onnipotente, risorgesti il terzo giorno.
Quando giungesti alle porte dell’ade e le spezzasti, Signore, il prigioniero così gridava: Chi è costui, che non è condannato alle regioni infernali, ma come una tenda ha disfatto la prigione della morte? L’ho accolto come un mortale e tremo davanti a Dio. Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.
Gloria e l’eothinòn idiòmelo della domenica pertinente. E ora. Theotokìon: Sei più che benedetta. Quindi la Grande Dossologia e il tropario anastasimo pertinente.
Alla Liturgia
Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.
Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti ricordasti del ladrone sul legno e rendici degni tutti, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.
Ascolta, Adamo ed esulta con Eva, poiché colui che prima vi spogliò entrambi e con l’inganno vi fece prigionieri, è stato abbattuto dalla croce di Cristo.
Inchiodato al legno per tuo volere, Salvatore nostro, liberasti Adamo dalla maledizione del legno, rendendogli, misericordioso, l’immagine e l’abitazione del paradiso.
Oggi Cristo è risorto dalla tomba, offrendo a tutti i fedeli l’immortalità e rinnova la gioia alle mirofore dopo la passione e la resurrezione.
Salve, sapienti donne mirofore, che prime vedeste la risurrezione di Cristo e annunziaste ai suoi apostoli il richiamo di tutto il mondo.
O amici di Cristo, apparsi apostoli, che siederete con lui nella gloria, intercedete, perché possiamo con franchezza presentarci a lui come discepoli.
Gloria.
Trinità senza inizio, essenza indivisa, monade su unico trono, uguale nella gloria, la cui natura e regalità sono prima di ogni inizio, salva quanti con fede a te inneggiano.
E ora. Theotokìon.
Salve, ampio luogo di Dio, salve, arca della nuova alleanza; salve, vaso d’oro, da cui la manna celeste è stata data a tutti.
E quindi il resto della Divina Liturgia.

