Periodo Del Tono Grave
Giovedì Sera Al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.
Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.
Per rendere l’uomo dio divenisti mortale, o sommamente buono e fosti crocifisso: gloria alla tua gloria.
Quando il popolo degli ebrei ti condannò alla croce, o Verbo, la terra si scosse e la luce del sole si nascose.
Il sole si oscurò, o misericordioso, alla tua crocifissione e il creato si scosse acclamandoti: Gloria a te.
Altre stichirà della Theotòkos. Oggi Giuda.
Piega a me che invoco il tuo orecchio amante del bene, o castissima, non respingermi dal tuo volto e non escludermi dal tuo aiuto, perché l’ingannatore con inganno cerca di perdermi e spinge il mio cuore a passioni irrazionali, ma tu custodiscimi del tutto illeso dal male che viene da lui.
Nessuna utilità, anima mia, nasce dalla materia, per la quale spendi invano la vita e impegni te stessa con preoccupazioni: getta dunque ogni affanno nel Signore che sta per giudicarti e con lacrime grida: Sovrano filantropo, salvami per le preghiere della tua Genitrice.
Ho messo me stesso fuori dal nome della pietà, o Vergine; mi vedo come un trastullo per la fornicazione con cui traffico e scherno per la spavalderia, poiché per negligenza ricevo come avversari queste due belve; perciò ti prego di scamparmi, o Vergine; tu sei infatti esultanza e fiducia della mia anima.
Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.
Nel tuo parto un tempo, Figlio mio, udivo parole di gioia, sperando di esser colmata di letizia e che le anime afflitte diventassero gioiose; ma queste cose visibilmente si mutarono in dolore alla tua crocifissione: il dolore infatti m’ha preso e preferisco morire perché il mio cuore è pieno di dolore.
Apòstica stavròsima
Non siamo più tenuti lontano dall’albero della vita perché la tua croce è la nostra speranza: Signore, gloria a te.
Pendendo dal legno, o immortale, trionfasti delle insidie del diavolo: Signore, gloria a te.
Martyrikòn. Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza, dei martiri, che predicarono la Trinità consustanziale.
Gloria. E ora.
Stavrotheotokìon. Oggi Giuda veglia.
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Sono trafitta dalla spada del dolore, vedendo in croce te, che fissi la terra sulle acque e stendi il cielo come una tenda: ti vedo infatti pendere nudo e immolato e vorrei ora morire, Figlio mio amabilissimo. Fremi e scuotiti, o terra! Così tra le lacrime la purissima parlava.

