PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Vespro
Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.
Tono pl. 2. Riposta nei cieli.
Fin dalla giovinezza mi sono reso del tutto schiavo dei piaceri, sono divenuto ricettacolo di passioni carnali e subisco la loro tirannia; senza far alcun conto della mia anima.
O Salvatore, ho disprezzato i tuoi comandamenti; ma tu che mi hai plasmato e conosci la nostra debolezza, tu, solo senza peccato, donami il perdono, o pietoso, per tutti i peccati commessi dalla giovinezza inconsciamente o consapevolmente, con i sensi o col pensiero, o tu che solo sai compatire.
Chi mi libererà dalla morte della mia misera carne e serberà incolume e libera da tentazioni la mia anima? Perché quando la mia carne sta bene, mi tiranneggia con violenza e si ribella all’anima e quando poi è debole, ahimè, mi tribola, me misero! Non so dunque affrontare la sua infermità, o Salvatore: ma tu, mio Creatore, non permettere che sia vinto dalla polvere lo spirito che tu hai infuso in me, come tu stesso ti sei compiaciuto.
Altri stichirà, del precursore.
Degna di essere ignorata.
Condannato per la mia dissolutezza, mi prostro a te, glorificato oltre ogni dire e prego dal profondo del cuore: Vedi la tribolazione della mia anima, tu che in anticipo hai fatto brillare la gioia; vedi le ferite del mio cuore, o araldo della conversione e donami la salvezza grazie alla tua divina intercessione, o precursore, per le tue suppliche al Signore.
Colpevole del tutto di malvagità, sprofondato completamente nella disperazione, sono troppo cattivo e ottenebrato, tutto ferito, tutto corrotto dai piaceri empi e tutto misero; mi prostro ai tuoi piedi, o beato: non rigettarmi, ma salvami, o Giovanni, amico e Precursore del Signore.
Scampa la mia anima dalla morte amara del peccato e delle colpe, o lodatissimo Precursore e risvegliami alle divine azioni dei comandamenti di Cristo col potere delle tue preghiere; ferma gli assalti invisibilmente scatenati contro di me, guidami alle vie rette del riposo eterno e salvifico con le tue preghiere a Dio.
Gloria. E ora.
Theotokìon, Riposta nei cieli.
Il segno della collera è il ricordo del male e l’ira è la manifestazione della collera con cui gli empi rimproveri escono senza vergogna dalla miserabile bocca, rendendo condannabile al fuoco della geenna colui che commette questo. Veglia dunque, o anima, fuggi dall’amara ira, da collera, invidia, ingiurie e da ogni impulso abietto e grida alla Theotòkos: Sovrana mia, salvami.
Apòsticha catanittici.
Non ho né pentimento, né lacrime e per questo supplico te, Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, per essere strappato al castigo.
Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco, perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuo comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.
Martyrikòn. Quanti per te hanno subito il martirio, o Cristo, hanno sopportato molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, o Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi è combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.

