Periodo Del Tono Pl. 2
La Domenica Mattina
Al Mesonittico
Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Il sesto inno offro a Te, Divinità. Poema di Mitrofane di Smirne.
Ode 1. Tono pl. 2. Dopo che Israele.
Tre ipòstasi di divina maestà, unica natura, forma immutabile, Dio buono amico degli uomini, che ci dona la propiziazione delle colpe, celebriamo.
O Signore, unico sovrasostanziale e rifulgente in tre caratteri, pur esistendo in unica divinità, rendici intelligenti e degni della tua illuminazione divina.
Paolo che rivestì dell’abito nuziale la Chiesa dei gentili, c’insegnò ad adorare te, unico Dio in tre ipòstasi, dal quale, per il quale e nel quale tutte le cose esistono.
Theotokìon. Dal tuo grembo provenne, Madre di Dio, il sole spirituale, illuminandoci con gli splendori della trilucente Divinità; e piamente inneggiando a lui, proclamiamo te beata.
Ode 3. Non c’è santo.
Dio trifulgido, adornando le schiere celesti, le disponesti perché ti cantassero con le parole del trisagio: con loro accogli pure noi, che alla tua bontà inneggiamo.
Inneggiando all’unica, sola, immutabile, triplice e uguale divina Maestà, con fervore ti supplichiamo di concederci ora la remissione dei molti peccati.
O Padre, mente senza principio, Verbo di Dio uguale a lui e Spirito divino, buono e benigno, custodisci nella tua pietà chi con fede inneggia alla tua potenza.
Theotokìon. Fece scomparire la piaga di corruzione il mio Dio fattosi vero uomo nel tuo grembo, o Pura ed egli solo liberò i progenitori dall’antica condanna.
Kathisma Triadico. Colei che per noi.
Signore Dio, guarda dal cielo, vedi la nostra miseria e commuoviti, tu che sei bontà somma, misericordioso amico degli uomini; da nessuna parte infatti speriamo di ottenere la remissione dei peccati commessi; perciò sii con noi e nessuno è contro di noi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Signora pura, guarda dal cielo, vedi i dolori delle nostre ferite e commuoviti, o Purissima e guarisci le scottature della nostra coscienza con la rugiada della tua compassione e dichiara ai tuoi servi: io sono con voi e nessuno è contro di voi.
Ode 4. Cristo, mia forza.
Innalza la mente, o Monade trifulgida e solleva presto anima e cuore di quanti a te inneggiano a rendili degni della tua luce e del tuo splendore.
Mutami e trasformami da ogni malvagità alla virtù, o Trinità, sola immutabile e inalterabile e rischiarami con i tuoi fulgori.
Dopo averle pensate sapientemente, costituisti le schiere degli angeli a servizio della tua bontà, o Monade in tre persone; con esse accogli la mia lode.
Theotokìon. Dio, increato per natura ed eterno, assunse la natura creata degli uomini e ne prese la forma nel tuo santo grembo, Madre di Dio sempre vergine.
Ode 5. Col tuo divino fulgore.
Noi pensando che la divina Maestà dall’eternità ha preveduto e mantenuto in esistenza tutte le cose ed è una e trisplendente, vegliamo chiedendo remissione delle colpe a te, Signore.
Padre senza principio e Dio, Figlio coeterno, Spirito santo, conforta o Trinità dell’unica maestà, quanti ti inneggiano e liberali da ogni assalto e tribolazione.
Dirigendomi con i tuoi potenti fulgori, guidami sempre al compimento del beneplacito della tua trisipostatica Divinità, o sole della gloria e fammi partecipe del tuo regno divino.
Theotokìon. Tu che tutte le cose porti e conservi con la tua mano onnipotente, custodisci e conserva quanti ti glorificano, per l’intercessione della tua genitrice, la Madre di Dio.
Ode 6. Vedendo il mare della vita.
Sapienza e intelligenza, o divina trifulgente Maestà dona ai tuoi che ti inneggiano e con i raggi della splendida bellezza della tua bontà, degnati di illuminarli tutti (2).
Luce indivisibile per essenza, trifulgente, onnipotente, inaccessibile, illumina i cuori di quanti con fede lodano la tua potenza e falli volare al divino amore.
Theotokìon. In te prese dimora, o sempre Vergine, il Signore che contiene l’universo e insegnò agli uomini ad adorare l’unica trifulgida natura della Divinità.
Kathisma Triadico. Colei che per noi.
Padre e Figlio con lo Spirito santo, misericordioso, guarda a noi fangosi, che con fede con gli esseri fiammeggianti ti adoriamo, poiché non conosciamo altri all’infuori di te; e proclama ai tuoi cantori: io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.
Gloria. E ora. Theotokìon.
Guarda a noi, Madre di Dio, degna d’ogni lode, irradia la luce nei cuori tenebrosi e illumina il tuo gregge, o Pura; poiché ciò che vuoi lo puoi, come Madre del tuo Creatore; e proclama ai tuoi supplici: Io sono con voi e nessuno sarà contro di voi.
Ode 7. Tutta rugiadosa.
Dammi una mente salda, o Monade trifulgente nelle ipòstasi, per custodire e praticare i divini comandamenti e sempre cantare a te con fede: benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Tu che sei celebrato per unicità di natura e ineffabilmente unico porti il numero della Trinità, conserva tutti noi dalle svariate prove e tribolazioni.
Coerente e coeterno noi glorifichiamo te, Dio uno per la sostanza, senza confusione delle proprietà personali, Trinità, che nell’immutabilità della forma metti in evidenza la diversità.
Theotokìon. II Dio sovrasostanziale, o Pura, assunse dal tuo casto grembo il nostro impasto per amore degli uomini e insegnò a tutti a proclamare: benedetta sei tu, che concepisti Dio in carne.
Ode 8. Dalla fiamma.
Concedimi presto propiziazione delle colpe e liberazione dalle molteplici passioni, o Triade conforme e Monade trisipostatica, affinché io ti glorifichi per tutti i secoli.
Si annunzia che tu ami far misericordia, o Dio misericordioso: abbi pietà, o Monade trifulgente e Triade consustanziale, di tutti quelli che glorificano la tua magnificenza.
Da luce eterna luce coeterna, Verbo generato dal Padre con lo Spirito, luce procedente, con fede ti glorifichiamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Theotokìon. Un medico per gli uomini partoristi, o Pura, l’onnipotente Verbo, Cristo Signore, che guarisce dalla piaga dei progenitori quanti lo esaltano per i secoli.
Ode 9. Impossibile agli uomini.
Le schiere dei Cherubini, o Signore, incapaci di fissare la gloria della tua bellezza, coprendosi con le ali proclamano senza sosta l’inno trinitario e glorificano la potenza trisipostatica della tua unica maestà divina.
I tuoi fulgori, sole trisipostatico senza tramonto, concedi ai cuori dei tuoi servi e illumina le anime e libera dalle molte colpe, o unico misericordiosissimo e rendici degni della tua eterna vita.
Tu che sei luce di pari onore e trisolare, fulgente Divinità, risplendi su quanti con fede ti cantano e liberali da energie tenebrose e malvagie, rendendoli degni, per la tua grande bontà, delle tue fulgidissime dimore.
Theotokìon. Sapientemente un tempo il Figlio tuo, o Vergine, plasmò l’uomo e rovinato lo riplasmò per tuo mezzo, o degna d’ogni lode, colmando dello splendore senza tramonto della luce divina tutti quelli che con fede glorificano te, vera Madre di Dio.
Al Mattutino
La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.
Dopo la prima sticologia,
kathismata anastàsima. Tono pl. 2.
La tomba aperta e l’ade gemente, Maria gridava agli apostoli nascosti: Uscite, operai della vigna, annunziate la risurrezione: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.
Gloria.
Signore, stava presso la tua tomba Maria Maddalena gridando nel pianto e credendoti il giardiniere diceva: Dove hai posto l’eterna vita? Dove hai nascosto colui che siede sul trono di cherubini? Infatti, quanti lo custodivano per il timore tramortirono; datemi il mio Signore, oppure con me acclamate: Tu che sei tra i morti e risuscitasti i morti, gloria a te.
E ora. Theotokion.
Gedeone preannuncia il tuo concepimento e Davide interpreta il tuo parto, casta e pura Madre di Dio: come pioggia sul vello scese infatti il Verbo nel tuo grembo e tu, terra santa, senza seme germogliasti la salvezza del mondo, Cristo Dio nostro, o piena di grazia.
Dopo la seconda sticologia, altri kathismata.
La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo, ma colpiti di cecità i suoi nemici, è risorto il Signore.
Gloria.
Giona preannuncia la tua sepoltura e Simeone parla della tua divina risurrezione, o immortale Signore: scendesti infatti come morto nella tomba, tu che spezzasti le porte dell’ade, ma, come Sovrano, risorgesti libero da corruzione per la salvezza del mondo, o Cristo nostro Dio, illuminando quanti sono nelle tenebre.
E ora. Theotokion.
Madre di Dio Vergine, implora il Figlio tuo, volontariamente confìtto in croce e risorto dai morti, Cristo nostro Dio, di salvare le anime nostre.
Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:
Ypakoí.
Con la tua morte volontaria e vivificante, o Cristo, infrante, come Dio, le porte dell’ade, ci hai aperto il paradiso antico e risorgendo dai morti, hai liberato dalla corruzione la nostra vita.
Anavathmi. Antifona 1.
Sollevo i miei occhi al cielo, verso di te, o Verbo: abbi pietà di me, perché io viva per te.
Abbi pietà di noi disprezzàti e rendici utili vasi tuoi, o Verbo.
Gloria. E ora.
Il santo Spirito è principio universale di salvezza: se soffia su qualcuno, secondo la sua misura, ben presto lo strappa alle cose della terra, gli dà ali, lo fa crescere, lo pone in alto.
Antifona 2.
Se il Signore non fosse stato con noi, nessuno di noi avrebbe resistito alle astuzie del nemico: dopo questo infatti i vincitori vengono innalzati.
Non sia afferrata dai loro denti la mia anima, o Verbo, come un passerotto; ahimè, come sarò liberato dai nemici, io che amo il peccato?
Gloria. E ora.
Per il santo Spirito è data a tutti divinizzazione, volontà buona, intelligenza, pace e benedizione: egli opera come il Padre e come il Verbo.
Antifona 3.
Quanti confidano nel Signore sono terribili per i nemici e per tutti ammirabili, perché in alto essi guardano.
L’eredità dei giusti non fa protendere loro le mani all’iniquità, perché hanno come protettore te, Salvatore.
Gloria. E ora.
Del santo Spirito è il dominio su ogni cosa: le schiere superne, con ogni spirito quaggiù, lo adorano.
Prokimenon.
Signore, desta la tua potenza e vieni a salvarci.
Stico. Tu che pasci Israele, volgiti.
Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.
Canone della risurrezione.
Poema di Giovanni Damasceno.
Ode 1. Tono pl. 2. Irmòs.
Dopo che Israele ebbe camminato a piedi nell’abisso come su terra ferma, vedendo che il faraone inseguitore veniva sommerso nel mare, esclamava: Cantiamo a Dio un inno di vittoria.
Con le mani stese sulla croce colmasti l’universo del beneplacito del Padre, Gesù buono: per questo tutti a te cantiamo un inno di vittoria.
Con timore, come una serva, la morte al tuo comando si accosta a te, Sovrano della vita, che per mezzo suo a noi assegni in premio la vita senza fine e la risurrezione.
Theotokion. Accogliendo, come volle, il tuo Creatore, che, oltre ogni comprensione, dal tuo grembo senza seme si incarnava, o pura, realmente divenisti sovrana delle creature.
Canone stavroanastàsimo. Colui che un tempo.
Al tribunale di Pilato vuol presentarsi con ingiusto giudizio come reo, schiaffeggiato in volto da mano iniqua, Dio giudice, per il quale tremano terra e cieli.
Stendesti le tue divine palme sull’immacolata e vivifica croce e radunasti le genti alla tua conoscenza per adorare la tua gloriosa crocifissione, Sovrano Signore, Salvatore.
Stavrotheotokìon. Stava ritta presso la croce, mandando fonti di lacrime, la purissima, guardando le gocce del tuo sangue sgorganti dal tuo fianco, Cristo Salvatore e glorificando la tua incomprensibile compassione.
Canone della Madre di Dio. Acrostico: Madre di Dio, dammi la tua grazia copiosa.
Dopo che Israele.
Eva, partecipando del cibo dell’albero proibito provocò la maledizione, ma tu, pura, la dissolvesti concependo Cristo, primizia di benedizione.
Concepisti per divino fulgore Cristo, perla preziosa: disperdi, o pura, la nebbia delle mie passioni e il tumulto delle colpe con la luce del tuo splendore.
Giacobbe previde l’attteso delle genti, Dio misticamente incarnato da te, scorgendolo con occhi spirituali liberarci per tua intercessione.
Cessati i capi delle tribù di Giuda, o purissima, procedendo sovrano, Dio tuo Figlio, davvero ora regna fino ai confini della terra.
Ode 3. Irmòs.
Non c’è santo come te, Signore mio Dio, che sollevi la fronte dei tuoi fedeli, o buono e ci rafforzi sulla roccia della tua confessione.
Vedendo Dio crocifisso nella carne, il creato si disgregava per il timore, ma con forza veniva sorretto dalla mano che tutto sostiene del crocifisso per noi.
La morte, distrutta dalla morte, giace misera senza respiro: non sostenendo il divino assalto della vita, resta ucciso il forte e a tutti è donata la risurrezione.
Theotokion. Il prodigio del tuo parto divino, o pura, supera ogni ordine di natura: perché oltre natura concepisti in grembo Dio e generando resti sempre Vergine.
Canone stavroanastàsimo. La creazione vedendo.
Passati tre giorni nella tomba, con il tuo vivifico risveglio rialzasti i morti da tempo: sciolti dalla condanna lietamente esultavano gridando: Ecco, sei venuto, Signore redentore.
Gloria alla tua risurrezione, Salvatore nostro: nella tua onnipotenza infatti ci liberasti dalla corruzione dell’ade e dalla morte e cantando diciamo: non c’è santo all’infuori di te, amico degli uomini.
Stavrotheotokìon. Vedendo il nato da te trafitto dalla lancia, fosti trafitta nel cuore, Santissima purissima e stupita dicevi: Come ti ha ricambiato, o Figlio, un popolo iniquo?
Canone della Madre di Dio. Non c’è santo.
La mia caduca carne mortale, santissima Madre di Dio, dal tuo grembo in modo inesplicabile prese il Buono e, resala immortale, a sé la unì eternamente.
Contemplando Dio in te incarnato, Vergine, stupirono e temettero i cori degli angeli e come Madre di Dio ti cantano con inni incessanti.
Vedendo te, monte spirituale, Daniele profeta stupì: da te fu staccata una pietra senza che mano umana la toccasse e potentemente frantumò gli altari dei demòni, Madre di Dio.
Ode 4. Irmòs.
Cristo, mia forza, Dio e Signore! Così la sacra Chiesa divinamente canta, levando il grido da animo puro, facendo festa nel Signore.
Fiorì, o Cristo, l’albero della vita vera: la croce infatti fu piantata e, irrorata dal sangue e dall’acqua del tuo fianco immacolato, germogliò per noi la vita.
Il serpente non mi propone più falsamente la divinizzazione, perché Cristo, divinizzando la natura umana, ha ora aperto per me senza inciampo la via della vita.
Theotokion. Davvero ineffabili e inafferrabili per gli abitanti della terra e del cielo sono i misteri della tua divina concezione, Madre di Dio sempre Vergine!
Canone stavroanastàsimo. Già vedendo Avvacùm.
La tua croce preziosa veneriamo e i chiodi, o Cristo e la santa lancia con la canna e la corona di spine per cui fummo sottratti alla corruzione dell’ade.
Un sepolcro accolse te, Salvatore, che volesti mostrarti morto a noi, ma non potè trattenerti, o Verbo: poiché come Dio risorgesti salvando la stirpe umana.
Stavrotheotokìon. Madre di Dio sempre vergine, che portasti ai mortali Cristo Salvatore, libera da pericoli e castighi noi che ci rifugiamo con fede nella tua divina protezione.
Canone della Madre di Dio. Cristo mia forza.
Inneggiamo a te, pura e castissima: da te salvati, piamente cantando gridiamo: Benedetta sei tu, che sempre vergine, concepisti Dio.
Generasti la luce che non tramonta, apparsa nella carne a quanti sono nelle tenebre della vita ed effondesti gioia a quanti a te inneggiano, beatissima Fanciulla sempre Vergine.
Fiorì la grazia, cessò la legge per opera tua, o Santissima, poiché tu, o pura, partoristi il Signore che ci concede la remissione, o sempre Vergine.
Morii gustando l’albero, ma il legno della vita apparso a te, Purissima, mi risuscitò e mi costituì erede della delizia del paradiso.
Ode 5. Irmòs.
Col tuo divino fulgore, o buono, rischiara, ti prego, le anime di quanti con amore vegliano per te dai primi albori, perché conoscano te, Verbo di Dio, che veramente sei Dio e ci richiami dal buio delle colpe.
Si ritirano ora davanti a me i cherubini e la spada fiammeggiante si volge, o Sovrano, vedendo te, o Verbo di Dio, Dio vero, aprire al ladrone la strada del paradiso.
Non temo più, Cristo Sovrano, il ritorno alla terra: perché tu, nella tua grande compassione, mi hai tratto dalla terra dove giacevo dimenticato e mi hai sollevato alle altezze dell’incorruttela con la tua risurrezione.
Theotokion. Salva quanti con tutta l’anima ti confessano Madre di Dio, o Sovrana buona del mondo: perché noi abbiamo te, vera Genitrice di Dio, come invincibile protezione.
Canone stavroanastàsimo. Vedendo Isaia la luce.
Mangiando il frutto dell’albero dell’Eden, ingannato rovinò nella corruzione il capostipite, disobbedendo al tuo precetto, eccelso Signore: ma con la croce di nuovo lo risollevasti alla primitiva bellezza, o Salvatore, fatto ubbidiente al Padre.
Con la tua morte, o Buono, distruggesti il potere della morte e sgorgò per noi una fonte di vita e ci venne donata l’immortalità; per questo con fede veneriamo la tua tomba e la risurrezione per cui come Dio illuminasti il mondo.
Stavrothetokìon. Il Signore che abita i cieli e fece tutte le cose dimorò ineffabilmente nel tuo grembo, o purissima, glorificandoti sopra i cieli, più santa delle schiere incorporee; per questo ora sulla terra ti diciamo beata.
Canone della Madre di Dio. Col tuo divino fulgore.
Rifulgente per purezza, divenisti divino soggiorno del Signore, o inneggiatissima: poiché tu sola ti rivelasti vera Madre di Dio, portandolo bambino fra le tue braccia.
Ornata della bellezza spirituale della tua splendida anima, fosti eletta sposa di Dio con il sigillo della verginità, o venerabile, che rischiari il mondo con la luce della tua purezza.
Gema la schiera degli empi non proclamandoti pura Madre di Dio: poiché ti rivelasti a noi porta della luce divina, che disperde la nebbia delle colpe.
Ode 6. Irmòs.
Vedendo il mare della vita sollevarsi per i marosi delle tentazioni, accorro al tuo porto sereno e grido: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita, o misericordiosissimo.
Crocifisso, o Sovrano, schiodasti con i tuoi chiodi la maledizione contro di noi; trafitto al fianco dalla lancia, lacerando l’obbligazione del debito di Adamo, liberasti il mondo.
Adamo, sviato con l’inganno, fu trascinato sino al baratro dell’ade: ma tu, per natura Dio e compassionevole, scendesti a cercarlo e, portandolo sulle spalle, con te lo risuscitasti.
Theotokion. Sovrana purissima, che per i mortali partoristi il Signore nostro nocchiero, placa il pauroso e inquieto tumulto delle mie passioni e concedi al mio cuore la bonaccia.
Canone stavroanastàsimo. Fu preso Giona.
Uccisore di Cristo e dei profeti era il popolo degli ebrei, poiché come non temettero di uccidere un tempo i profeti, mistici raggi di verità, così ora spinti da invidia, uccisero Cristo, da quelli annunziato: ma per noi fu vita la loro morte.
Fosti accolto, ma non trattenuto, o Salvatore, nel sepolcro; poiché anche se spontaneamente volesti gustare la morte, o Verbo, nella tomba tuttavia risorgesti come Dio immortale, rialzando con te i prigionieri nell’ade e compassionevole mutasti in gioia alle donne la tristezza iniziale.
Stavrotheotokìon. Nell’ora della passione appare spregevole e vile l’aspetto della carne di te, che per natura divina apparisti di insigne bellezza a Davide: ma col tuo scettro regale frantumasti la potenza dei nemici, diceva la pura; o mio Figlio e Dio, risorgi dal sepolcro!
Canone della Madre di Dio. Vedendo il mare.
Mosè, il grande tra i profeti, ti descrisse simbolicamente come arca e mensa e candelabro e vaso per indicare che da te, Madre di Dio, si sarebbe incarnato l’Altissimo.
Venne uccisa la morte, cessò la corruzione con il frutto del tuo seno, che vinse la condanna di Adamo, o Sovrana: poiché tu generasti la vita che redime dalla corruzione quanti a te inneggiano.
La legge perdette forza e l’ombra passò quando la carità superiore a ogni intelletto apparve a me, mentre tu concepisti Dio Salvatore, Vergine lodatissima.
Kontakion. Compiuta l’economia.
Risuscitati con la sua mano vivificante tutti i morti dagli antri tenebrosi, il datore di vita, Cristo Dio, assegnò come premio della lotta la risurrezione all’argilla mortale: perché di tutti egli è Salvatore, risurrezione e vita e Dio dell’universo.
Ikos.
O datore di vita, noi fedeli celebriamo e adoriamo la tua croce e la tua sepoltura, perché tu, o immortale, come Dio onnipotente legasti l’ade, rialzasti con te i morti, infrangesti le porte dell’ade e abbattesti, come Dio, il dominio della morte; per questo noi, figli della terra, con amore glorifichiamo te, il risorto, che abbattesti il potere del nemico funesto, risuscitasti tutti i credenti in te, liberasti il mondo dai dardi del serpente e, come solo potente, ci liberasti dall’inganno del nemico: per questo noi piamente celebriamo la tua risurrezione, con cui ci salvasti come Dio dell’universo.
Ode 7. Irmòs.
Tutta rugiadosa rese l’angelo la fornace per i santi fanciulli, mentre, bruciando i caldei, il comando di Dio persuase il tiranno a gridare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Dolendosi per la tua passione, il sole si avvolse di tenebra in pieno giorno e su tutta la terra, o Sovrano, oscurò la sua luce, gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Per la tua discesa, o Cristo, si rivestirono di splendore le regioni sotterranee; lasciando vedere tutta la sua gioia, il progenitore danzando tripudiava e acclamava: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Theotokìon. Grazie a te, Madre Vergine, la luce fulgida sorse per tutta la terra, perché partoristi Dio, Creatore dell’universo: chiedigli, o purissima, che su noi fedeli sia inviata la grande misericordia.
Canone stavroanastàsimo. Indicibile prodigio.
Cosa strana: Colui che aveva liberato Israele dalla schiavitù del faraone, da lui si lascia mettere in croce e scioglie i vincoli delle colpe; a lui con fede cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.
Gli empi figli dei fuorilegge crocifissero nel luogo del Cranio te, Salvatore, che spezzasti le porte e le sbarre di bronzo per la salvezza di noi, che cantiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.
Theotokìon. Concependo la libertà dell’antica Eva, sciogli Adamo dalla maledizione, Vergine pura, per questo con gli angeli a te e al Figlio tuo inneggiamo e gridiamo: O Dio redentore, tu sei benedetto.
Canone della Madre di Dio. Tutta rugiadosa.
Fu immagine del tuo concepimento il fuoco che non consumò nella fornace i tre giovani, poiché la fiamma divina, che dimorò nel tuo grembo, non ti bruciò, ma ci rischiarò per cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Illuminati dai raggi del tuo chiarore i confini del mondo ti dicono beta, Madre di Dio e per effetto della grazia a te gridano cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Il perfido serpente mi morse con i suoi denti funesti, Madre di Dio, ma tuo Figlio lo stritolò e mi donò la forza di cantare: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
O sola Vergine beata in Dio, divenisti per la nostra natura il propiziatorio, avendo portato fra le tue braccia il Dio che siede sulle spalle dei cherubini cantando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.
Ode 8. Irmòs.
Dalla fiamma hai fatto scaturire per i santi la rugiada e con l’acqua hai bruciato il sacrificio del giusto: perché tutto tu compi, o Cristo, col solo volere; noi ti sovresaltiamo per tutti i secoli.
L’invidia ha reso ora decida il popolo dei giudei, un tempo uccisore dei profeti: ha infatti appeso alla croce te, Verbo di Dio, che noi sovresaltiamo per tutti i secoli.
Senza lasciare le volte celesti, giunto nell’ade rialzasti con te, tutto intero, l’uomo che giaceva nella putredine, o Cristo e che ti sovresalta per tutti i secoli.
Theotokìon. Dalla luce concepisti il Verbo datore di luce e ineffabilmente partorendolo, fosti glorificata: infatti abitò in te, Vergine, lo Spirito divino; per questo noi ti cantiamo per tutti i secoli.
Canone stavroanastàsimo. Sbigottisci tremando.
Ogni orecchio stupì quando l’Altissimo venne volontariamente sulla terra a distruggere il potere dell’ade con la croce e la morte, permettendoci di cantare: Fanciulli benedite, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.
Cessò la tirannia dell’ade, il suo regno fu annientato per sempre, poiché Dio trascendente l’universo, crocifisso sulla terra, distrusse il suo dominio: Fanciulli beneditelo, sacerdoti inneggiate, popolo esalta per tutti i secoli.
Ineffabile il tuo amore, Cristo, indicibili i tuoi benefici: vedendomi annientato nelle fauci dell’ade, sopportasti la passione per salvarmi; per questo, Sovrano di tutti, noi ti benediciamo ed esaltiamo per tutti i secoli.
Canone della Madre di Dio. Dalla fiamma.
Come regina in veste dorata, splendida del fulgore dello Spirito santo, o Vergine, ti mise alla sua destra tuo Figlio, che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Plasmò la sua carne nel tuo gembo immacolato, volendo ricrearla dall’alto, Colui che fondò solo con la sua volontà il mondo, che noi esaltiamo per tutti i secoli.
Per lo splendore della tua verginità, o purissima, fosti la divina dimora in cui il Verbo si legò alla mia umanità, per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.
Accogliesti il candeliere aureo, prefigurante la Luce inaccessibile che rischiara l’universo, o Vergine: per questo a te inneggiamo per tutti i secoli.
Ode 9. Irmòs.
Impossibile agli uomini vedere Dio, che le schiere degli angeli non osano fissare: ma grazie a te, o purissima, il Verbo si mostrò ai mortali incarnato; e noi, magnificando lui, con gli eserciti celesti, diciamo te beata.
Rimanesti immune dalle passioni, Verbo di Dio, pur venendo toccato dai patimenti nella carne; ma avendo compiuto la passione con i patimenti, liberi l’uomo dalle passioni, o nostro Salvatore: tu solo sei impassibile e onnipotente.
Accettata la corruzione della morte, preservasti il tuo corpo esente da putrefazione; e non fu abbandonata nell’ade, o Sovrano, la tua anima divina e vivificante, ma risorgendo come da un sonno, con te ci rialzasti.
Trinitario. Noi tutti mortali con labbra pure glorifichiamo Dio Padre e il Figlio a lui coeterno e veneriamo l’ineffabile e gloriosissima potenza dello Spirito santissimo: sola, tu sei Trinità onnipotente e indivisibile.
Canone stavroanastàsimo. Non piangere per me.
Giacendo nella tomba come un mortale, spezzasti la potenza dell’ade, risvegliando con te, fonte di vita, i morti che inghiottì e concedendo la risurrezione come Dio a ogni fedele che fervidamente ti magnifica.
Gioisce il creato fiorendo come giglio, poiché come Dio, Cristo è risorto dai morti; per questo gridiamo alla morte: Dov’è il tuo pungiglione? E all’ade: Dov’è la tua vittoria? Eccoti abbattuto da colui che per la sua compassione esalta la nostra fronte.
Stavrotheotokìon. Vergine pura, nostra Sovrana, tu portasti colui che porta l’universo, tieni fra le mani come neonato colui che ci libera dalle mani del nemico e contempli innalzato sull’albero della croce colui che libera dall’abisso del male.
Canone della Madre di Dio. Impossibile agli uomini.
Cristo, Dio Verbo incarnato, astro splendente della Divinità, sorse da Giacobbe per i prigionieri delle tenebre grazie a te, purissima; da lui illuminati con le schiere celesti ti diciamo beata.
Liberato dalla tua potenza e carità, con cuore devoto ti dedico questo canto: tu accoglilo, Vergine pura, dandomi in cambio la tua grazia luminosa dei tuoi inesauribili tesori, o benedetta da Dio.
Apparisti davvero il telaio della Divinità in cui il Verbo ha tessuto la veste del corpo divinizzando la mia natura, o Vergine: e rivestitala, salvò tutti quelli che con mente pura ti magnificano.
Ai morti ora è donata la risurrezione con il tuo ineffabile e inspiegabile concepimento, Madre di Dio purissima, poiché la vita, rivestita della tua carne, brillò per tutti e dissolse chiaramente l’inesorabile morte.
Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.
Stichirà anastàsima. Tono pl. 2.
La tua croce, Signore, è per il tuo popolo vita e risurrezione: confidando in essa, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.
La tua sepoltura, o Sovrano, aprì alla stirpe umana il paradiso; riscattati dalla corruzione, noi cantiamo te, nostro Dio risorto. Abbi pietà di noi.
Con il Padre e lo Spirito celebriamo Cristo, risorto dai morti e a lui acclamiamo: Tu sei nostra vita e risurrezione, abbi pietà di noi.
Il terzo giorno risorgesti dalla tomba, o Cristo, come sta scritto, risuscitando con te il nostro progenitore: per questo, ti da gloria la stirpe umana e celebra la tua risurrezione.
Altri stichirà anastàsima, anatolikà.
Signore, grande e tremendo è il mistero della tua risurrezione: uscisti dalla tomba come sposo dal talamo, distruggendo la morte con la morte, per liberare Adamo; per questo nei cieli danzano in coro gli angeli e sulla terra gli uomini glorificano l’amorosa compassione che hai usato con noi, o amico degli uomini.
Dove sono, o iniqui giudei, i sigilli e il denaro dato ai soldati? Non fu rapito il tesoro, ma, come potente, risorse; e voi siate confusi, per aver rinnegato Cristo, Signore della gloria, che patì, fu sepolto e risorse dai morti: lui adoriamo!
Col sepolcro sigillato, come foste depredati, o giudei, dopo aver posto le guardie e messo i sigilli? A porte chiuse uscì il Re! Mostratelo dunque come morto, oppure adoratelo come Dio, cantando con noi: Gloria, Signore, alla tua croce e alla tua risurrezione.
Le donne mirofòre, Signore, giunsero tra i lamenti al tuo sepolcro che contenne la vita: portando unguenti profumati, cercavano di ungere il tuo corpo puro, ma trovarono un angelo luminoso, seduto sulla pietra, che parlò loro dicendo: Perché piangete per colui che dal suo fianco fece zampillare per il mondo la vita? Perché cercate l’immortale come un morto nella tomba? Correte invece ad annunziare ai suoi discepoli il gaudio universale della sua gloriosa risurrezione; e tu, Salvatore, che con essa illuminasti anche noi, donaci il perdono e la grande misericordia.
Alla Liturgia
Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.
Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico amico degli uomini.
Per il legno Adamo fu ingannato, per il legno della croce tu salvasti nuovamente il ladrone mentre gridava: Ricordati di me, o Signore.
Spezzate le porte e le sbarre dell’ade, o Salvatore, datore di vita, risuscitasti tutti quelli che acclamavano: Gloria alla tua risurrezione.
Ricordati di me, tu che spogliasti la morte con la tua sepoltura e la tua risurrezione: di gioia colmasti tutte le cose come misericordioso.
Andando le mirofore al sepolcro, udirono un angelo gridare: Cristo è risorto, colmando tutto di luce.
Invochiamo tutti concordemente Cristo, inchiodato sul legno della croce, per liberare il mondo dall’errore.
Gloria.
Glorifichiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito santo dicendo: Trinità santa, salva le nostre anime.
E ora. Theotokìon.
Tu che ineffabilmente negli ultimi tempi concepisti e partoristi il tuo Creatore, o Vergine, salva quanti ti magnificano.

