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Periodo Del Tono 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata martyrikà.

Tono 4. Presto intervieni.

Armàti della croce, i tuoi vittoriosi vinsero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri, guidando i mortali e concedono guarigioni a quanti chiedono con fede; per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Dopo l’àmomos: Kàthisma martyrikòn.

Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Altri necròsima. Presto intervieni.

E dona, Signore, il riposo alle anime che dalle realtà temporali hai trasferito a te, perché tu sei l’onnipotente e il solo immortale: perdona, condona, o compassionevole, il male da loro commesso; abbi misericordia, o misericordioso, delle opere delle tue mani, per intercessione della Madre di Dio, o solo filantropo.

Attraversato il breve tempo della vita, quanti vissero con fede sono passati a te, Signore misericordioso: collocali nel luogo del riposo, ponili alla tua destra nel giorno del giudizio, senza guardare ai loro peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Fosti consacrata propiziatorio dei fedeli, comune rifugio e fervida mediazione, pura Vergine, sposa di Dio; anche per quanti nella fede transitarono a Dio, mostrati dunque ora mediatrice e porta di salvezza, introducendoli agli ampi spazi del paradiso.

Canone a tutti i santi. Acròstico: Radiosamente celebro i buoni amici di Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Risplende sempre la santa Chiesa per le splendide lotte dei fulgidi atleti del Signore e con gioia glorifica Cristo, vero sole sorto dalla Vergine per dileguare le tenebre dell’errore.

Cantiamo con fede i gerarchi di Cristo, che bene guidarono il popolo affidato e celebriamo pubblicamente tutti quelli che santamente vissero e mortificarono nello spirito i piaceri del corpo.

Forza da Dio fu data alle donne, che per grazia calpestarono con ascesi e strenua lotta il nemico. Per le preghiere loro, dei profeti e dei tuoi santi, Signore, fa’ scendere su tutti le tue misericordie.

Necròsimo. Giustifica, o Cristo, i tuoi servi, che nella tua giusta provvidenza trasferisti dalla condizione mortale all’immortalità, comunica loro la gioia degli eletti, dimenticando le loro colpe.

Theotokìon. Per riscattarci dall’antica maledizione il Figlio di Dio volle farsi tuo figlio: divenuti per lui figli adottivi, benediciamo il Padre celeste a te cantiamo.

Canone per i defunti. Acròstico: Quarto canone in memoria della morte.

Ode 1. Quando l’antico Israele.

Tenendo la destra dei tuoi servi, guidali per mano alla vita eterna, o Cristo, nella visione della tua bellezza, supplicato dai vittoriosi martiri della verità.

Ai fedeli trapassati, Signore, dà in eredità la gloria e gioia ineffabile presso di te e nonostante le loro colpe, giustificali per grazia con l’effusione del tuo sangue.

Uccidesti l’assassino con la tua vivifica morte e vivificasti i morti, Cristo Dio, fonte di vita; ai fedeli defunti concedi dunque il riposo.

Theotokìon. Bello per sublimi splendori come Figlio di Dio, incarnato da te, Vergine e sospeso al legno, ebbe una morte senza bellezza, immolandosi per tutti.

Ode 3. Irmòs.

L’arco dei forti si è indebolito e i deboli si sono cinti di forza, per questo il mio cuore si è rinsaldato nel Signore.

Come agnelli i vittoriosi martiri immolandosi e sacrificandosi, si offrirono al Verbo e Agnello di Dio, immolato per la redenzione di tutti.

Servendo la bocca di Dio, i divini iniziati resero degni gli indegni illuminandoli con sacre dottrine.

La folla dei beati, con la divina continenza, trovò la dolce grazia, deliziandosi di contemplazioni e divine elevazioni.

Necrosimo. Per le preghiere dei tuoi santi, dà riposo a tutti i fedeli defunti, senza considerare i peccati commessi in vita.

Theotokìon. Celebriamo Dio, che volle nascere da una Vergine e riunì ai cori degli angeli i cori delle vergini.

Canone dei defunti. Non è la scienza.

Avendo sconfitto l’errore degli idoli, i martiri ora supplicano il Signore e Dio di donare ai trapassati divino riposo.

Concedi, Sovrano, ai tuoi fedeli defunti di superare la spada fiammeggiante e di comunicare all’albero della vita.

Nelle dimore della delizia, fra canti festivi dal suono puro, colloca i tuoi servi, donando loro la remissione delle colpe.

Theotokìon. Accordasti la verginità al tuo divino parto, o purissima: inesplicabilmente, infatti, generasti il Creatore di tutto, dal cui volere tutto dipende.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero è venuto su nube leggera, con la sua forza immacolata e ha salvato quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Il sacratissimo consesso dei martiri si è glorificato santamente glorificando con inni adatti il Signore, glorificato dagli angeli e prega perché siamo liberati da ogni tribolazione.

Avendo intelletto immateriale, rischiarato da illuminazione, dileguaste la notte dell’ateismo, o divini gerarchi e con guida retta guidaste alla luce il gregge divinamente eletto di Cristo.

Rifulge la schiera innumerevole dei beati ed è magnificata la folla delle donne divine; viene onorata la turba dei profeti, gioendo con le folle degli angeli.

Necrosimo. Divenuti concittadini degli angeli, o martiri, per tutti i defunti chiedete riposo e dimora nel paradiso di Dio e liberazione da qualsiasi colpa.

Theotokìon. Colui che ti serbò vergine dopo il casto concepimento, glorificò tutte le vergini che ti circondano; con loro supplicalo senza sosta di salvare da ogni tribolazione e tentazione le nostre anime.

Canone dei defunti. Vedendo te.

Come stelle i martiri illuminano splendidamente la volta celeste e chiedono a Cristo Salvatore di donare il perdono ai defunti.

Avendo come scettro di potenza la tua croce, i tuoi fedeli servi oltrepassarono l’oceano della vita e tu, Signore, collocali sul monte della santità.

Nelle dimore realmente dilette, fa’ dimorare fra le anime dei giusti i tuoi servi, che hai scelto e preso con te, Signore misericordioso.

Theotokìon. Colui che ha potere su morti e vivi, incarnato come uomo da te, Vergine, subì morte nella carne sciogliendo come immortale la forza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Crocifissi e stesi su ruote, con le membra amputate, gli strenui atleti si rivelarono inseparabili da Dio.

Divenuti luminari dei fedeli, o gerarchi, guidaste al pastore e Agnello quanti santamente vi furono affidati da pascolare.

Separandosi dai rumori mondani, i beati pacificarono il cuore dalle passioni e divennero figli del Dio di tutti.

Necrosimo. L’assemblea dei divini profeti e delle donne, che servirono il Signore, chiede il riposo per i defunti.

Theotokìon. Dimorando in te, purissima Vergine, il Signore rese gli uomini famigliari della sua divina gloria.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Tu, Signore della gloria, glorificasti i martiri con il tuo potere e per loro dà riposo ai trapassati a te, o compassionevole.

Concedi ai defunti, o misericordiosissimo, vita eterna, diletta beatitudine, letizia assoluta.

O unico buono e fonte di bontà, dà riposo a quanti con fede e conoscendoti, terminarono la vita.

Theotokìon. Inneggiamo a te, per cui sorse a quanti erano nelle tenebre il bene supremo e ineffabile, o Genitrice di Dio e con affetto ti diciamo beata.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Come preziosissime pietre scagliate sulla terra, o santi martiri, avete fatto crollare le mura dell’iniquità, divenendo templi di Dio.

Dalla forte mano del tiranno salvaste molti servi, o padri e gerarchi venerabili, pascolando il gregge di Cristo; perciò vi diciamo beati.

Confermando le profezie, davvero molte donne con ascesi e lotta si sottomisero al Dio Verbo, nato a sua volta da una Vergine.

Necrosimo. O Cristo, vita di tutti i defunti, colloca nella luce del tuo volto quanti da noi con fede passarono a te, Creatore misericordiosissimo.

Theotokìon. Con bocca, lingua e cuore ti confesso Madre pura del nostro Dio, o fanciulla; ma tu con la tua mediazione, strappami dalla condanna eterna.

Canone per i defunti. A te offrirò sacrifici.

Vedendo il tuo fianco divino trapassato da una lancia, la spada fiammeggiante, Salvatore, si allontanò dai tuoi servi, per le preghiere dei tuoi martiri.

Sulla croce apristi il paradiso: pianta dunque nei suoi giardini, Dio compassionevole e Salvatore, i fedeli defunti, affinché ottengano la tua gloria.

Rendi degni di giungere ai giardini delle delizie quanti piamente morendo la morte furono piantati presso di te e collocali con i giusti che stanno presso di te da secoli.

Theotokìon. Il Verbo, pur essendo invisibile come Dio, fu visto incarnato dalla Vergine fanciulla senza nozze e con la sua morte sciolse la morte.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo un tempo a Babilonia calpestarono la fiamma della fornace, acclamando con inni: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Le armi santificate di Cristo Signore, i baluardi della Chiesa, i martiri del Signore, lieti d’animo a una voce cantiamo.

I gerarchi di Cristo e il divino coro di tutti i santi gioisce con le potenze superne. Per le loro preghiere, Salvatore, salva il tuo gregge.

Le donne che santamente e con valore esercitarono la buona pazienza, con l’obbedienza abbatterono colui che ingannò Eva.

Necrosimo. Tu che imprigionasti l’ade e calpestasti la morte con la tua morte, a quanti con fede hai trasferito dà riposo e falli degni del paradiso, o misericordioso.

Theotokìon. Vedendo un tempo una fiamma che non bruciava il roveto, il legislatore imparò il modello del tuo parto, o unica Genitrice di Dio, sempre benedetta.

Canone per i defunti.

Nella fornace persiana.

Gradendo la pazienza, la sopportazione e tutto il sangue versato dai martiri, Salvatore, dà riposo a quanti piamente sono trapassati, come misericordioso e clemente.

Coi giusti e i progenitori, Salvatore, annovera le anime dei tuoi servi defunti e dona loro di gioire senza fine della tua presenza, o Sovrano di tutti.

Compiàciti come Dio di accogliere sulle nubi celesti con gioia e splendore quanti per misericordia hai fatto salire a te, o Verbo.

Theotokìon. Benedetta Genitrice di Dio Vergine, salve: davvero per te infatti la rovina della morte e la vita eterna è donata a tutti i mortali.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Gerarchi, profeti, martiri, terminata la lotta trovarono la santa compagnia degli angeli, coi quali implorano per tutti noi il perdono e la misericordia.

Splendenti nello spirito i venerabili padri scacciarono le tenebre dei demòni; con loro gerarchi, profeti, martiri esultano di gioia in cielo con i giusti di tutti i tempi.

Colui che un tempo nella sua follia si vantava di inghiottire terra e mare fu vinto con la costanza nell’ascesi e nelle lotte dalle sante donne, illuminate di raggi dello Spirito.

Necrosimo. Supplicato per tutti i fedeli con fede defunti, o Cristo, come misericordioso, annoverali nei cori dei salvati, che senza sosta acclamano: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Fammi degno della tua compassione, tu che concepisti il compassionevolissimo Verbo, o Genitrice di Dio purissima salva me, che grido: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Canone per i defunti. Stese le mani, Daniele.

Accogliendo le suppliche dei martiri e la compassione per il simile, dà riposo, Signore, alle anime che con fede in te si addormentarono, ignorando i peccati di quanti a te gridano: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Annoverato morto tra i criminali, per i morti hai fatto scaturire vita immortale; rendi dunque degni di ottenere il tuo regno quanti sperando nella risurrezione trapassarono a te, Sovrano Salvatore, gridando: Opere tutte, inneggiate al Signore.

O reale e inesauribile fonte immortale, accogli nelle dimore celesti i tuoi servi defunti che piamente lasciarono questa vita a te gridando, o Salvatore: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Theotokìon. Tu sola apparisti incontaminata sulla terra e Madre incorrotta: ineffabilmente e inesplicabilmente infatti generasti Dio, o Sovrana e sgorgasti la vita eterna per i morti, perciò tutti ti benediciamo, o divina sposa Maria.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio del tuo concepimento fioristi nel mondo la benedizione. Perciò tutti ti magnifichiamo.

Vedendo i doni divini e ricevendo le ricompense delle loro immense pene, i martiri esultano, magnificando Cristo, che davvero li magnificò rendendoli vincitori.

Avete presieduto divenendo sacre guide del popolo, o gerarchi e araldi divini; brillando più chiaramente del sole per l’ascesi, o santi, illuminaste i fedeli, rischiarandoli con l’esempio di opere grandi.

Con gli ieromartiri, i martiri e i profeti, diciamo beati tutti i monaci e i giusti e le donne, che luminosamente si distinsero e gridiamo: Per le loro preghiere, o Cristo, libera dalla geenna le nostre anime.

Necrosimo. Della gioia ottenuta dai santi, che ti servirono rettamente, rendi degni quanti morirono riponendo fede in te, Cristo, senza guardare ai loro peccati, per la tua ricca misericordia.

Theotokìon. Tu che ti rivelasti più elevata dei cherubini di lassù, o purissima, avendo portato colui che tutto contiene, fa’ che il mio intelletto si elevi al di sopra delle passioni della carne, dandomi la forza di compiere la volontà del Sovrano.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Ai veri atleti e martiri concedesti sicurezza nel supplicarti; per mezzo loro dona dunque la divina redenzione a quanti si addormentarono nella fede, concedendo loro, Signore, di dimorare nel luogo della tua dimora santa.

Tu che con cenno creatore tutto operi utilmente, tu che hai potestà sui vivi e regni sui morti, con amorosa compassione, colloca presso le acque del riposo i tuoi servi defunti.

Tu che per natura sei buono, tu che sei ricco di misericordia e dolcezza, strappa dalle tenebre esteriori quanti invocarono il tuo nome, giustificandoli per la fede e rendendoli risplendenti per la grazia, nella tua filantropia.

Theotokìon. I profeti predissero, o purissima, i segni della tua generazione, straordinariamente adattando a te i titoli, chi da una parte chi da un’altra: generasti infatti per quanti sono nell’ade, la vita che annienta il potere della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 4.

Diveniste consorti degli angeli, santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti, come inconsistenti, tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora, la fede: perciò, respinto l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Come esprimere la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale, sbaragliaste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, né vi atterrirono gli assalti dei tormenti, poiché ben degnamente foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, versarono il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ottennero da te, o Salvatore, la grande misericordia.

Necròsimo. Nella tua quiete, Signore, là dove riposano tutti i tuoi santi, dona riposo anche alle anime dei tuoi servi, tu che, solo, sei immortale.

Gloria. Necròsimo.

Dov’è l’attaccamento al mondo? Dov’è il fasto delle cose temporali? Dove sono l’oro e l’argento? Dov’è la ressa rumorosa dei famigliari? Tutto polvere, tutto cenere, tutto ombra. Venite, gridiamo piuttosto al Re immortale: Concedi, Signore, i tuoi beni eterni a quanti tra di noi se ne andarono e falli riposare nella beatitudine senza fine.

E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generasti Dio, prega per la salvezza delle nostre anime.

Se cantiamo l’alliluia diciamo i martyrikà sopra riportati alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, poema di Teofane, agli apòsticha

Tono 4. Hai dato come segno.

Veramente terribile il mistero della morte! Come dunque l’anima viene a forza dal corpo, come viene reciso per divino volere il legame perfettamente naturale dalla compagine e dall’innata coesione? Perciò ti supplichiamo: Dà riposo ai defunti nelle tende dei tuoi giusti, o filantropo datore di vita.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

È ormai un sonno la morte dei fedeli, da che fosti deposto in una tomba tu, che domini su tutto, che sciogliesti il dominio della morte e annientasti il suo potere, che da tanto durava; perciò ti supplichiamo: Colloca i defunti nelle tende dei tuoi santi, nelle tue immacolate dimore.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Divenisti per noi giustizia, santificazione e redenzione delle anime, perché ci hai condotti al Padre giustificati e redenti, prendendo su di te la pena che ci era dovuta. Ed ora noi ti imploriamo: Dona il riposo ai defunti nella gioia e nella letizia, o benefattore e Salvatore nostro.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

La stirpe umana fu richiamata dalla corruzione alla condizione imperitura dell’incorruttela, lavata, o Salvatore, nel sangue sgorgato dal tuo fianco, nel quale detergesti noi dalla trasgressione dei progenitori: perciò rendi degni dello splendore superno, o filantropo, anche i tuoi servi trapassati dalle cose effimere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Seguendo le sentenze dei profeti ispirati, o purissima, ti riteniamo veramente Theotòkos: poiché in un modo incomprensibile generasti il Dio incarnato, che ci ha liberati dalle colpe di cui eravamo schiavi: imploralo dunque anche ora, o purissima, di illuminare con i suoi splendori i tuoi servi defunti.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Infiammati dall’amore di Cristo, o santi martiri, col refrigerio delle lotte spegneste la pira dell’empietà e vi rivelaste lucerne luminosissime della Chiesa, dileguando per grazia l’oscurità delle malattie e delle nostre anime afflitte, perciò com’è giusto tutti vi onoriamo.

I sacri gerarchi, l’assemblea dei divini profeti e i cori dei beati e la folla delle sante donne, servendo Dio con opere virtuose si sono glorificati. Noi li diciamo beati supplicando di ottenere per le loro preghiere gloria e splendore eterno.

Là dove brilla la tua luce, dove soggiornano i cori dei santi, dove non c’è infermità, tristezza, lamento, colloca i tuoi servi già trapassati lasciando questa vita dolorosissima affinché inneggino alla tua indicibile benevolenza, trascurando le colpe da loro commesse.

Gloria.

O Trinità indivisa, unita totalmente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito e non separata negli idiomi, Monade trisipostatica, dà riposo negli atri dei tuoi santi martiri, dei beati e dei venerabili profeti a quanti si sono addormentati con fede concedendo loro perdono e remissione.

E ora. Theotokìon.

Hai concepito e partorito nella carne, divenuto uomo perfetto, conosciuto in due nature, energie e volontà, o pura, il Verbo che il Padre ha generato prima dell’aurora; imploralo dunque come creatore e Signore di aver compassione di noi, tuoi cantori, o divina sposa fanciulla.